La fisarmonica che ci trasporta e che noi chiamiamo tempo, m’ha permesso, finalmente, di piazzare le tanto agognate mensole (due settimane fa e grazie al mio babbo), ma non m’ha ancora lasciato un barlume di speranza di poterle riempire a dovere e piacimento. Pensando alla montagna di carta che avrei da piazzarci sopra, mi spaventa il fatto di esporre qualcosa che non ho ancora letto o che non ricordo ormai più. Ho lasciato perdere all’istante l’idea balzana di leggere prima di inserirli, i libri. Con 32 metri scarsi di scaffalatura, l’impresa appare impervia.
Molti amici mi considerano uno che legge molto, ma se vado a vedere la quantità di libri che leggo, non posso che notare un tracollo incredibile, negli ultimi 4 anni. Il fatto è che non ho smesso di leggere, leggo un sacco su internet e il mio cervello ne risente. Penso che l’attention span accorciato delle “nuove generazioni” (quanto tendo a odiare le generalizzazioni… tutte!), sia anche un po’ frutto del bisogno di sapere quel che basta per imbastire un discorso che poi scivola in compendi sull’intestino, per le donne, e sulla figa, per gli uomini (ah, ma io le generalizzazioni, mai!). Leggo un sacco di notizie e notiziole, storie e storielle, fumetti e strip, panegirici e commenti. Mi indigno a comando e sposo cause di cui mi dimentico dopo poco, rimando approfondimenti e seguo link che non ritrovo quando servono.
Ho imparato a non essere più, sempre, quello che dice che “sistavameglioprima”. Mi sono accorto di essere passato a credere nel “bisognacreareilfuturo”. Ma, come sempre, penso sia giusto bilanciare il tutto e tornare ad apprezzare, intessere, vivere e bere il presente, che non è altro che somma di passati e genesi di futuri.
E quindi spero di avere presto le forze per mettermi in equilibrio, spero di avere presto il tempo di popolare la mia libreria e la mia mente e la mia vita; il tutto sotto l’egida di un pensiero, ovviamente non mio, ma che ho adattato a questa visione. Sui miei scaffali reali e vi(r)t(u)ali voglio mettere solo momenti e libri e musica per cui il me sedicenne, con tutte le cose da imparare e gli ideali da portare avanti, non mi sputerebbe in faccia.