Grazie a tutto quello che è capitato, ho imparato che le persone, una volta raggiunta l’età adulta (anche solo fisicamente), non cambiano. Possono solo imparare.
E io ho imparato che ci sono infiniti discorsi possibili dietro ogni minimo aspetto della realtà (e anche dietro a tanto altro), e quindi rimango convinto (non certo totalmente) che ognuno SCELGA di essere come è, per quanto riesca.
Il resto delle persone decide, con il semplice dono di un pensiero, di rendere degno di esistenza un individuo; una sorta di mutuo riconoscimento. Grazie a una persona che mi ha fatto un male tremendo, ho imparato ad apprezzare e condividere il pensiero che non sia il pensare a far l’essere, ma l’esser pensati. Per questo motivo, mi picco d’esistere grazie a te.
Cogitor ergo sum.
C’è poi il semplice pensiero di quanto noi si rispecchi la somma di tutte le cose che abbiamo vissuto. In fondo non smettiamo mai di giocare con il lego del nostro ego.
Mi piace pensare che il sum qui di titolo sia anche un po’ inglese.
Ma in realtà la scintilla di tutto questo è un acronimo di ciò che in fondo mi ritengo.
Perché possiamo stare qui a trovar spiegazioni, disquisire di squisite quisquilie, ma non ci vuole poi molto a capire che Sono Un Minchia.
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