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Son sempre stato un appassionato di scrittura, di letteratura e di lettura. Mi piace trovare il modo meno peggiore di entrare in un mondo e far nascere un’idea sulla mappa pan-psichica.

E oggi ne è nata un’ennesima, su un pensiero molto semplice, trito e ritrito. Inutile, ma piacevole da pensare.

Sono andato a mettere a posto un computer, c’ho perso qualche ora, mi è stato chiesto dalla moglie di un cugino; era il computer di conoscenti. Insomma, sconosciuti. Ci perdo un po’ ad arrivare, trovo ad aspettarmi una ragazza un po’ aggressiva d’aspetto e voce, carina, una di quelle che non passa troppo inosservata. Una di quelle che qui da noi (presto arriveranno riferimenti geografici anche su qui) capitano spesso, una di quelle eterne studentesse del liceo, nemmeno dell’università (anche se ormai si stanno appiattendo l’una sull’altro), di quelle che non conosci e non conosceresti mai a fondo, perché un po’, un fondo, non ce l’hanno.

Comunque, l’idea non parte da lei, ma parte da quello che ho fatto. Ho perso un po’ di ore dietro ad una connessione a internet che non ne voleva sapere di andare, la scheda di rete deve aver perso qualche rotella; la luce del cavo si accende, verde, ma non ne vuole sapere di passare dati al modem. Vabbeh, poco importa se si può usare la USB (splendido il cd di installazione di Alice, ti chiede “come vuoi connetterti: Ethernet o USB” selezioni “USB” e la prima frase che appare è “L’UTILIZZO DELLA PORTA USB È SCONSIGLIATO” … grazie! Come rassicurare un utente). Rimane che l’idea non sia questa.

Al momento di andarmene, il babbo della ragazza mi guarda dalla sua bassa statura (una di quelle dolci e tenere basse stature confortanti) e mi chiede “mi devi dire cosa ti devo”. E mi viene di nuovo il tuffo al cuore, lo sapevo, ma spero sempre che non me lo si chieda. “Niente, non si preoccupi” e lì m’è venuta un’idea, più per togliermi d’impiccio che per tutto quello che ho immaginato in seguito (come sempre la mia lentezza …) “… se ha bisogno Davide [il cugino intermediario], mettetevi d’accordo voi”.

Ho trovato il gettone che vorrei esistesse nel mio mondo perfetto. Io faccio qualcosa per qualcuno, che conosco o meno, e decido a chi lui SIA TENUTO a fare un piacere. A quel punto, quel qualcun altro si vedrà consegnare il gettone. E forse è un po’ mutuabile da quel film delle buone azioni con Russel Crowe che fa l’insegnante, e forse no. Ma m’è piaciuto per un po’ cullarmi in quel mondo. Prima o poi qualcuno avrebbe fatto qualcosa per me.

O forse è già accaduto. Beh, chi sa di avermi regalato un po’ di tempo, sappia che gli devo un mare di gettoni.

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2 Comments

  1. In effetti accade così… contaci.

    • savohead
    • Posted gennaio 10, 2009 at 22:28
    • Permalink

    aiuto … un gettone anche per Lei, sconosciuto (per ora) commentatore.
    Grazie anche della sensazione nuova e sublime (nel senso romantico del termine) del dover “moderare” i miei primi commenti… eheh
    a presto e grazie di nuovo … speriamo proprio che accada sempre e con tutti …


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