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Grazie a niknik, scopro questa “piccola” idea, non nuova e, quasi sicuramente, non unica nel proprio genere; e la prima cosa che mi viene in mente, come sempre, è: “che diavolo staranno pensando?!”.

Sono cose come questa che mi fanno partire il cervello e non lo fanno più tornare per giorni (come si dice da noi: “a gh’ha bun teemp” – trad. “ne ha di tempo da perdere”). E allora penso che ora ho questo strumento, per stigmatizzare tutte le mie stupide idee. Perché non usarlo?! (so che hai già pronta una lista di motivi, ma sii buono, mostramela più in là …)

Scorrendo da sinistra a destra questi cento metri, c’è un sacco di mondo da immaginare:

– la prima è una bella ragazza con mamma, e parlano di quanto blando sia il concetto parossistico del concepimento, mentre dietro uno scruta l’orizzonte alla ricerca di un’illuminazione (in pieno giorno?!), prima immagine: primo stereotipo tedesco “le tedesche son belle da giovani, quando crescono, inchiattiscono”.
– una che legge degli appunti di nuoto, scritti durante la lezione, per questo lo sguardo un po’ perso; dietro uno che non ha ancora capito come abbia fatto ad arrivare lì.
– un attore di soap opera in ospedale, inseguito da Margherita Hack
– qui inizia quello che mi fa dubitare che non sia tutta una montatura (poi penso che le ha fatte in Germania, quindi è tutto normale): uno che non ha ancora capito se sia più figo Lamas o Norris; un decisissimo studente, sicuro di essere un mormone, senza saperlo; un barbaro che segrega il proprio cane nello zaino, con un braccio porta fortuna al collo; una bambina, tutta sola, in una stazione, “qualcuno vuole pensare ai bambini?!”, sta per fermare Walker Texas Danger per chiedergli se non si vergogni a vestirsi così, poi si ricorda di essere in Germania e capisce che è tutto normale
– una sadie death doll con un cappottino da Popov che va alle prove della band; dietro di lei, un tecnico dei server che non server a nienter
– lo zoo: due gru e una scimmia, sulle spalle di un fattone che valuta se il tipo con la macchina fotografica possa dargli degli spicci o semplicemente gli ricordi suo zio: “devo accendermi un’altra paglia, oh, diavolo che caldo alle dita, toh, ho già acceso una paglia … ah, cazzo, è già finita, dovrò accendermene un’altra … eh, sì, devo accendermi una paglia” così all’infinito
– secondo pensiero di “fake”, c’è uno che pensa ci sia il diluvio universale, oppure ha appena finito la maratona e sta decomprimendo sotto l’impermeabile, in mancanza del domopack, c’è una pancia che indossa perfetto un Jack Nickolson perfetto e perfettamente incanalate ci sono due file di persone, una che va e una che viene, siamo in Germania, non in Inghilterra
– un impiegato statale che ha cambiato sesso da poco e non ha ancora deciso come vestirsi; una ragazza carina che non può esimersi dal mettersi in posa per una qualsiasi foto e far vedere il proprio neo vezzoso carpiando e slogandosi una spalla pur di coprire alla vista dell’obiettivo la tipa più figa che sta passando dietro; una signora vestita bene, in Germania: FAKE!; un ragazzo emo che sembra la prima ragazza della prima parte della foto
– Steve Buscemi con strabismo divergente, vestito da “Jack Sparrow meets John Lennon”, senza un cane, ma con il guinzaglio, che cerca un posto dove piazzare la bici
– dopo la gru abbiamo la pagina di H&M di agosto, di moda la canotta, uomo e donna, questo aggressivo e giovane look vi farà sembrare casual, ma allo stesso tempo ricercati (questo è quasi sicuro)
– una bella ragazza orientale si scosta i capelli per vedere dove siano andate a finire le sue protesi mammarie: “erano qui un momento fa!?!”, mentre un tipo di spalle, coglie l’occasione di essere fotografato e di incontrare una “asian” per farsi bello e mostrare la mutanda, che fa tanto gangsta
– un diabetico maniaco cerca da lontano le protesi della orientale, che nel chinarsi gli ha reso la vita un po’ più corta di qualche minuto; il tipo “molto easy” sorride alla tipa “alternativo-Amélie” in un primo momento perché lei porta un cappello buffo e se dietro ha quella farfalla, chissà cosa ha sul davanti, poi perché lei, gli ha sorriso a sua volta, e questo non gli capita troppo spesso; un salto spazio-temporale della forma di un bacino (e non uno schiocco delle labbra, ma nemmeno uno specchio d’acqua) incanala nella parte destra del ponte una corrente d’aria fortissima ad altezza testa, unica vittima: uno che non ha ancora capito a cosa serva una tracolla; indifferenza delle casalinghe dietro di lui
– un metalmeccanico macrocefalo senza spalle si isola dal mondo con della musica, ma curiosa nelle scollature di donne molto piccole, o che, in prospettiva, non dovrebbero essere lì, un po’ Elvis Costello, un po’ un cantante di un gruppo indie folk; “ah guavda, ho pvovato quella cuva dimagvaaante, ma è una schifezza, pensa che pvevedeva di eliminave il bvatwùrst e le uova la mattina!!” “dod bi dire, li ho giusto vobitati poco fa”; “ah, quanto ero ciofane io, i festiten arrifafano alle orecchien, manichen lunghen e fia! Qvesten scostumaten mi fanno fenire la pellen di capponen! Achso! Si stafa meglio quanto si stafa peccio. Juden!!!!”
– e di nuovo, se poi scoprono che sta foto lunga quanto il mio paese è una pubblicità, mi incacchio. Sti tre li han messi apposta: “guarda come, anche casual, vestono bene i capi di …….”
– Quanti tedeschi ci sono uguali a questi due?! E lo dice un bianco caucasico quasi come loro, poi dicono dei cinesi. I teteschi, i teteschi!; una teatrante con già il vestito di scena, ripensa alla parte, mentre un professore di scienze sfocato le analizza il gomito
– Qui, forse, si vede pure la marca del maglione, visto che non si vede un volto che sia uno. Composizione di comparse pagate poco e, visto che in faccia non si vedono, probabilmente riciclate. Per rendere meno palese la cosa e focalizzare l’attenzione su altro, il primo a sinistra sta per fare il dito al fotografo, quella dietro di lui s’è fatta la french (non chiedetemi come io sappia questo termine) verde fluorescente, mentre la sadie doll di prima, ripassa con uno dei tre “modelli casual” di poco fa, ma con una felpa a coprire la maglietta riconoscibile e un coadiuvante sessuale di dimensioni astronomiche (quello bianco che ha in mano, quello giallo non so che cosa sia, maliziosi!)
– Un metallaro coi calzoncini da bagno cerca di capire se le scoregge riescano anche indossando la felpa; qualcuno commemorerà qualcosa che non servirà a nulla, tanto tutti dobbiamo morire (che minchia di titolo, ok che devi dare spessore all’opera, ma è carina anche con un titolo solo, oppure con un sottotitolo tipo “trova Waldo!”); in primo piano, la bici di Steve Buscemi
– La volantinante guarda l’obiettivo come per dire “andrà bene così?! Si vedrà lo slogan dei viaggi-vacanze?! Che vuole sto maniaco?! Che fico sto maniaco!”; un ex-scater constata che se anche non fanno rumore, le scoregge con la felpa, lasciano odore (non può fare quella faccia per il sole, non c’è, e se ci fosse, ha un cappellino); un bambino cerca di battere il record di “snake senza guardare le tipe fighe che ti passano attorno” e viene immortalato al momento della sconfitta; in primo piano la tipa figa numero zero, era giusto la prova per capire se il concorrente avesse capito le regole; sullo sfondo un collezionista di volantini cerca qualcun altro che gliene dia, mentre un paranoico pensa che il governo le pensa proprio tutte per controllarti, anche le finte volantinanti che promettono che il tuo stipendio ti faccia guadagnare le meritate vacanze; un uomo di mezza età coglie l’occasione di fare da comparsa per abbracciare goffamente una che gli staccherà l’orecchio a morsi manco fosse Tyson
– Lei: “Sì, sì, ti ho detto che non mi interessa” Lui: “Ti giuro che è almeno così” Lei: “Ma non conta, ti ripeto che non conta” Lui: “Eccome se conta, puoi anche essere bravo quanto vuoi, ma se la ram non è dello stesso modello, col cazzo che riesci a infilarla”; la signora annoiata dal discorso avrà tutta una vita per pentirsi di non avere usato una mano, tanto, visto il titolo, si vergognerà ancora per pochi anni
– Un italiano assicura che nessuno l’ha visto arrivare a Berlino, il suo alibi è di ferro; la mamma in primo piano, si concede un ultimo snack prima di andare a protestare dalla parrucchiera “ti ho chiesto di farmeli COLOR RUGGINE MARCIA! Non questo normalissimo rosso papavero stinto”
– “Perché la tipa dietro sta baciando il tipo?!” “Perché gli vuole bene” “Perché gli vuole bene?!” “Perché la gente non ha altro” “E a te?! C’è qualcuno che ti vuole bene?!” “Lasciamo stare l’argomento” “Perché?!” “Perché non mi va di parlarne” “È per colpa di tutti quei brufoli che non ti vuole bene nessuno, oppure ti vengono quei brufoli perché ti rodi il fegato che nessuno ti voglia bene?!”, l’autore s’è riservato di non immortalare la scena in cui l’intestino della bambina viene estratto a forza dallo squarcio nel petto procurato con un coltellino svizzero e un trinciapollo arrugginito trovato tra le feci del cane inesistente di Steve Buscemi
– Matisyahu ha finalmente scoperto di non voler essere ebreo, di voler essere quasi amish e di aborrire tutta la tecnologia dagli anni 80 in poi, ora è sposato e ha un figlio, con l’energumento mangia ghiaccioli che sorride all’obiettivo
– Altro storcimento di naso, ci sono persone con giacche pesanti, tipo questo che, inoltre, ne ha in mano una che non indossa, e altri altrove, poi ci sono questi due slavi (hanno le orecchie cicciose) che sembrano usciti da una rissa di Snatch: “Dove ho messo biglietti treno?!” “No so, prova in tasca da pancia” “Mursupiu si dici, musrsupiu!” “eh Mussupu, mussupu”
– Un ferito che stava sulle balle al fotografo è stato coperto da una foto di repertorio, perché troppo felice e vittorioso (non va mica bene in un’opera concettuale che si chiama “tutti dobbiamo morire”); eddai, qui ci piglia per il culo: quante possibilità ci sono che uno incontri due che hanno subito interventi recenti allo stesso occhio e guardino dritti (con l’occhio che avanza) in camera, quando nessuno lo fa?! E che procedano al fianco del braccio vittorioso dell’odioso ricoperto?! Ma soprattutto, quanti marsupi si vendono ancora in Germania?!; la donna in pesca dietro gli invalidi cerca di trattenere una risata e guarda le scarpe di lui, constatando che “schiacciarla non porta fortuna, fa schifo”; il semi punk dietro di lei non è tanto discorde nei pensieri: “lavitaèunamerdalavitaèunamerda”; il bimbo in primo piano sfuocato si chiede come mai mangiare il gelato ai frutti di bosco col pube gli macchi sempre le magliette
– giorni di nulla, vuoto, assenza, c’è un soggetto, magari due, ma facciamo anche solo uno: ASPETTA CHE SIA A FUOCO PRIMA DI SCATTARE!!!! Comunque il soggetto di spalle si chiede come mai un’enorme antenna per il wireless sorga dove ieri c’erano due fantastiche gru, l’altro ieri un palazzo e qualche giorno fa nulla, mah, non si riesce mai a stare al passo coi tempi
– Due attori di B-movie si affrettano a partecipare al concorso per sosia del centro commerciale “I Gigli” (purtroppo hanno tolto le pagine, chi può capire, capirà); dietro di loro, l’assassino
– Un altro italiano al telefonino, questo, però, sta dicendo cose stereotipate del tipo: “oh, qui in germania la birra la bevono tiepida e va giù che è un piacere, non avevo mai bevuto così tanto in vita mia, poi ci son certe gnocche e si vestono tutti strani, certo che qui i costumi sono tutta un’altra cosa … pensa che ieri una m’ha chiesto “ciao, come ti chiami?! Ti va di fare sesso?!” … ceeerto, ovvio, anzi, adesso sono a casa sua, vuoi una prova?! ehm … vuoi che te la svegli, così te lo dice lei?!”, a casa ha una sola altra maglietta, con scritto “i’m with stupid ->”; la tipa dietro sembra Sembra Sandra Nasic, ma con più tette e meno frangia
– Nella giornata del disappunto, la fila è capitanata da una lesbica ciccia o da un bambino ciccio rapper, che controlla di avere tutta la robba da fumare prima di registrare un ennesimo stupido video scurrile; dall’altra parte dello stacco sfocato, “the bright side of life“, come a dire “è più fico essere fiche con capelli fichi e tatuaggi fichi che mostro con nonchalance mettendo il pollice alla cintola, piuttosto che avere un cervello e dei pensieri”
– La vecchina sorride a una visione di un bel marcantonio di gendarme, convinta di avere ancora 29 anni e dimostrarne 22; la mammammètal si chiede ancora come sia potuto accadere che due anni prima faceva headbanging al concerto degli “As i lay dying” e ora spinge un passeggino; dietro, due intellettualoidi che non apprezzano la superficialità degli uomini ma muoiono dietro al belloccio che secondo loro nasconde grandi doti-capacità-idee
– un lottatore di sumo magro che si è dato al gangsterismo, affiancato da un suonatore di contrabbasso in una band rockabilly, di ritorno da una giornata di lavoro nell’ufficio di una banca online in cui pretendono l’ordine e il decoro, anche se non c’è un cliente che li possa vedere
– Morpheus e Sharon Osbourne si chiedono perché a una stazione dei treni atterri un aereo, lui chiede un aggiornamento su come risolvere situazioni ingestibili, lei si chiede come possa avere sopportato tutti questi anni uno che non si regge in piedi e quando parla sembra un cane vecchio che non ce la fa ad abbaiare “Sheueee … uazablodimassdonhe … iofffokindaux’fppisstondcapt”
– Un attore di teatro dell’assurdo prepara la parte: “come, in questa vita rettangolare, io potrei mai esser me stesso, se anche il braccio che riesce a superare l’essenza dell’essere me, non riesce a staccarsi dal corpo che ormai sta dietro lo specchio invisibile dell’anima che non è più mia, l’essere non essere che oltrepassa quella forma mentis classica della modernità e della vaquità di una manciata di secondi spesa a respirare, amplessi, capelli, vagiti e suicidi”; l’emo sullo sfondo si chiede che fine abbia fatto quel dannato aereo che aveva mandato per uccidere Sharon Osbourne
– Ditemi che questo è stato pagato, vi prego!
– Forse è meglio il punkabbestia che ghigna guardando la coppia, piuttosto che l’incestuoso bacio tra un omone anziano e una ragazzina
– O forse il punkabbestia finge di guardare la coppia per valutare di sottecchi che taglia abbia la tipa abbronzata solo in faccia e sui capelli: “quinta coppa D?!”
– Probabilmente il punkabbestia è un po’ matto e l’ha urlato ad alta voce: “Ehi, tu… dico a te QUINTACOPPADDì”, Spitty Cash se la ride sotto i baffi che non ha
– Stacco con una foto sfocata di spalle di Obama
– La band della Sadie death doll arriva, ovviamente in ritardo, alle prove. Il basssta fa lo sbruffone con il fotografo, il batterista in mezzo e il povero chitarrista si porta il marshall a mano; dietro una fan che li ha riconosciuti e si deodora per l’occasione (anche lei segnata a vita); in fondo figuranti inesistenti, sagome di cartone, già sfocate; uno spilungone cerca di irretire una ragazzetta fan della sadie death doll di cui sopra, parlandole della parapsicologia applicata allo sbiancamento dei denti di un pesce falla; un giocatore di bocce professionista, li supera nel mezzo convinto che il fotografo sia un talent scout della “Lega germanica bocce e curling” e che sappia apprezzare slancio, precisione ed estensione del suo movimento
– Una coppia afro americana partita da Washington sulle punte dei piedi, giunge finalmente alla sua meta dopo 4756 giorni e senza forze (lei anche senza reggiseno), battendo due record: 1 – avere i vestiti più apprezzabili dal sottoscritto in una foto lunga cento metri, 2 – essere più sbiaditi di Michael Jackson
– Una versione sfocata di ciò che eravamo e ciò che saremo, in realtà al di sotto di tutti i cento metri di foto, brulicavano degli esseri fatati molto interessanti, totalmente ignorati dall’unico testimone oculare munito di macchina fotografica
– Un degente fuggito da un gerontocomio cerca di tenersi su i calzoni, non essendosi ricordato di agganciare le bretelle, che sono schizzate velocissime a colpire l’uomo con la giacca di pelle che si sta per accasciare a terra; in realtà non si è fatto alcun male, ma vuole solo che la tipa con il bel culo in primo piano si premuri di fargli un massaggio cardiaco e una respirazione bocca a bocca.

Insomma, ecco cosa faccio quasi sempre. Se mi si vede pensieroso, non sto quasi mai pensando a qualcosa di serio o concreto. La mia ragazza dice che son pettegolo … ma non è il pettegolezzo che mi piace, è proprio la fantasia del possibile e dell’impossibile ad affascinarmi.

Mi sento un po’ come Snoopy alla scacchiera, che pondera, pondera e pondera, intanto Charlie Brown si domanda “chissà quali tattiche starà macchinando nella sua mente diabolica” e il bracco si domanda “ma io sono i bianchi o i neri?!”

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3 Comments

    • trabucco
    • Posted gennaio 31, 2009 at 21:06
    • Permalink

    bravo!

    • savohead
    • Posted febbraio 1, 2009 at 00:14
    • Permalink

    eheh … aiuto!
    grazie a entrambi.
    Se già la prima citazione aveva suscitato rossore, penso che sino alla fine dell’inverno, con questo rimando, non patirò più il freddo … eheh.
    Grazie mille!


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