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Nonostante le visite si aggirino su vette enormi che non superano il numero perfetto, ho notato (come se ci fosse bisogno di provarlo per saperlo) che questo blog mi fa male, nel senso che acuisce il mio desiderio di sapere se sono apprezzato.

Ovviamente l’assenza di risposte mi riporta dritto dritto a ridimensionare l’ego, ma nonostante tutto, passo più volte al giorno per sapere se almeno una persona abbia letto o anche solo, inavvertitamente, aperto una pagina su qui. Moto personale: “cazzo, non viene nessuno”; moto razionale per diventare Gandhi: “cazzo, non so essere interessante”.

E allora penso che dovrei inventarmi rubriche o storie o un modo mio di essere leggibile. E poi penso che non ne sono capace, quindi mi chiudo ancora un po’ nel mutismo solito e torno a rimuginare su cosa potrebbe acchiappare l’attenzione. Lasciando perdere quello che tira più di una pariglia di buoi, c’è sempre la politica, il denaro e la religione. Si va sul sicuro con questi argomenti.

E forse dovrei inventarmi davvero quella religione che mi frulla nella testa, così, giusto per dire d’aver fatto qualcosa tra un lavoro e un altro, giusto per dire a me stesso di aver regalato qualcosa a qualcuno. Perché conta questo, no?!

Penso che i blog siano un surrogato dei libri (se presi da un certo punto di vista), ognuno ha ALMENO un libro nel cassetto, ecco, i blog danno quel solletico di “edito” a chi ha un libro nel cassetto e pensa di avere il diritto di essere pubblicato. C’è un po’ di risentimento in ogni blog: “perché voi non lo sapete, ma io la penso così…”, ma soprattutto c’è quella componente fondamentale in ogni scrittore che rende possibile la pubblicazione: la convinzione nella menzogna.

Gli scrittori mentono a se stessi per sentirsi migliori, mentono agli altri per confermare questa certezza, sono più convinti degli altri che nelle loro frottole si nasconda qualcosa e hanno solo più faccia tosta degli altri nel crederci.

Quindi, nonostante i mille scusa e grazie e inchini e occhidaagnellino, sono uno stronzo anch’io, statene certi.

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4 Comments

  1. allora, ieri avevo letto questo post ed oggi son passato a leggermi tutta la pagina (e ci ho trovato quel racconto incredibile che t’ho ispirato…) perché mi fa tenerezza vederti agli esordi con le stesse pare che mi facevo (tutti si son fatti) all’inizio

    a mio avviso fai un errore di valutazione: ora non ti legge nessuno non perché non sei interessante o non hai sviluppato argomenti o salcazzo… ma solo perché non hai ancora intessuto relazioni: nessuno passa di qua perché nessuno ti conosce, tutto qui

    io non ho mai fatto pompini, scambio link (ok, due volte il primo mese, poi basta) od altro; son stato tranquillo per mesi senza lettori, per anni con pochissimi, ho persin smesso per mesi, preso dallo sconforto che dava la dicotomia tra sforzo profuso e risposta pubblica

    però, nel tempo, ho instaurato delle relazioni, poche e selezionate, con persone che amavo leggere e loro leggevano me; questo non sarò un gran consiglio, ma se vai in giro a leggere e commentare, prima o poi avrai dei lettori anche tu

    ciò detto, aggiungerò che la dinamica interna a Tumblr, estremamente socializzante come concezione e struttura (la dashboard collettiva, i gruppi pubblici e privati) mi ha permesso di trovare una casa perfetta, un luogo dove le relazioni sono realmente orizzontali (non ti voglio vender niente, eh, solo dirti che in un ambiente come quello farsi un seguito è un po’ meno impegnativo, è più rapido)

    • savohead
    • Posted febbraio 1, 2009 at 00:20
    • Permalink

    proprio oggi che non ho passato la giornata a ricaricare la pagina delle statistiche ogni due minuti sperando di vedere almeno una visitina!
    grazie mille di consigli, pazienza e sostegno. Spero non sia parso troppo lamentoso il post, perché non è stato ispirato da un malessere attivo, piuttosto da una speranza di poter migliorare o essere utile, prima o poi.
    Non pretendo assolutamente che chiunque si interessi o apprezzi, anzi, le visite di oggi (grazie al chiacchiericcio che hai ispirato … GRAZIE) sono molte più di quante pensassi di raggiungere nel tempo.
    Per quanto riguarda approcciare tumblr … non so … devo ancora capire cosa mi abbia preso nei momenti in cui ho fatto i passettini che mi han portato qui … per farne un altro, direi di essere almeno sicuro di avere il giusto tempo da dedicarvi.
    Di nuovo grazie, apprezzo infinitamente e inspiegabilmente tanto.

  2. il discorso su Tumblr valeva per me, in effetti, che ci ho trovato una dimensione tanto relazionale che di… ingombri tipografici e varietà espressiva che mi piace molto; a suo tempo, agli esordi, ero, come te, molto più verboso… è una fase normale, quando si cerca il proprio ritmo, quindi non intendevo affatto consigliarti Tumblr… per ora meglio se fai danni in casetta tua, eheheh

    • savohead
    • Posted febbraio 1, 2009 at 16:49
    • Permalink

    perché pensi non li farei se passassi a Tumblr?! … eheh … dammi in pasto qualsiasi cosa che non esce viva dalle mie manacce … eheh …
    grazie ancora


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