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Molto spesso mi accorgo di quanto gli adulti siano bambini cresciuti, che si impuntano in cose che pretendono di diritto, che pensano di essere al centro dell’universo, che non cambiano mai. Non sono certo differente, ma, come sempre, mi accorgo di esser bambino anche in un altro aspetto. E questo mi consola.

Ho ancora l’entusiasmo che ti pervade e ti muove fino ai vent’anni, fino all’età in cui smetti di credere ai “mai” e ai “sempre”, gli anni in cui puoi senza dovere, anche se ti sembra tutto il contrario. E mi beo un po’ di questo entusiasmo, perché è uno dei pochi modi che ho di sentirmi ancora vivo, o un po’ più vivo di sempre.

Ieri mi è arrivata una telefonata improbabile in un momento improbabile, una persona che non sentivo da tempo (se non per interventi informatici d’emergenza), mi telefona per chiedermi se io sia disponibile a fare una prova con un gruppo. Io, al solito, mi emoziono che faccio i chilometri al telefono, chiedo dettagli e scopro che i componenti mi hanno visto in un video e pensano possa andare, hanno una sala prove e tante altre cose bellissime-stupende. Il particolare che so di dover valutare, ma che nel trambusto prendo come ottimo ugualmente, è che sono una tribute-band.

Io so che le persone non cambiano, cambiano le idee, perché cambiano i gusti e, in fondo in fondo, si impara. So di aver sempre denigrato i gruppi cover, perché sono un po’ la morte della musica in quanto scintilla di espressione propria; e il fatto che per riempire un locale si debbano suonare canzoni che non implichino l’accensione di un minimo di cervello da parte degli ascoltatori, mi fa alquanto incacchiare-deprimere.

Ma forse mi sto dando una giustificazione per non farmi schifo da solo, forse sto solo invecchiando, forse non so nemmeno perché, ma questi sono la band tributo dei System of a Down! Diavolo merda.

E sono qui in fibrillazione da ieri sera. Oggi, poi, il batterista del gruppo mi ha chiamato due volte per conoscermi e darmi appuntamento a domani per delle prove di prova, mi ha detto un monte di dettagli che mi hanno messo ancora più a soqquadro lo stomaco e poi m’ha scritto la lista di canzoni da imparare.

La mia gola sta già andando in sciopero, forse per lo sforzo di oggi a cantare più volte gran parte della lista con il nasone a due millimetri dal cono dello stereo, ma penso proprio che sia la stupida tensione che non riesco a controllare. So già che domani andrò a fare una misera figuraccia e che questo stato di agitazione tiepida e viva scemerà in un nulla deluso, ma mi piace godermi questi momenti di gioventù perduta. Mi piace pensare di essere ancora capace di vivere.

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4 Comments

  1. ohi, se stai invecchiando non so, ma se fibrilli per via dei SoaD ti capisco! anche a me deprimono le tribute band, ma t’accompagno nell’eccezione, stavolta .-D

    • savohead
    • Posted febbraio 1, 2009 at 10:14
    • Permalink

    vielen dank!
    Aggiornamenti sullo stato di delusione dei componenti del gruppo a breve! eheh

    • faberex
    • Posted febbraio 2, 2009 at 13:19
    • Permalink

    bha..che dire? voli pindarici

    • savohead
    • Posted febbraio 2, 2009 at 13:26
    • Permalink

    diavolo … ed è uno dei più brevi … eheh … grazie comunque della pazienza di leggere …


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