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…questo discorso non vuole denigrare l’uso che la gente fa di internet, ma vorrebbe far capire che anche internet potrebbe essere un’occasione, uno strumento o un’opportunità per migliorare; ma se non lo si utilizza o sfrutta nel modo corretto, non si farà altro che guardarsi il cotone che popola il buchino nella propria pancia e compiacersene.

Perché?! Perché è sufficiente pensare che ci sono più tipi di persone, con diversi livelli di intelligenza e mille interessi differenti. Purtroppo, per quel gioco di autostima che porta a bramare d’esser accettati dalla massa, pretendendo di mantenere un alone di unicità, questi aspetti delle persone, vengono inglobati e sminuiti in sempre più occasioni. Chi studia è un secchione, chi si interessa di politica è palloso, chi fa questo è uno sfigato, chi fa quest’altro è un fighetto. Ci si difende ghettizzando gli altri, fingendo sino all’ultimo di non accorgersi che le barriere che si mettono per contenerli, non fanno altro che chiuderci dentro.

Così, come nella realtà vissuta si va dall’uomo deciso con bocca semi aperta che mangia pasta e risse, all’occhialuto spettinato che saprebbe trarti un tostapane da una graffetta e un elastico; così anche nella realtà parallela di internet, ognuno cerca conforto o conferma per ciò in cui crede o per cui prova piacere.

E non è certo distinguendo o assimilando che si risolvono le cose: ci saranno sempre quelli che guardano i porno su internet, ci saranno sempre quelli che si iscrivono a facebook per guardar le foto delle amiche fighe mentre picchiano la fidanzata perché ha pensato di credere di aver sentito dire che un’amica è uscita con un bel tipo. Ci saranno sempre quelli che sanno scrivere, ma non hanno nulla da dire, come ci saranno sempre quelli con grandi idee, ma che non sanno esprimerle; ci saranno rari casi di brillanti personaggi apprezzabili da molti (ed è quasi certo che ci saranno sempre quelli che li odieranno)… perché in fondo, a chiunque, interessa solo una persona. Al massimo due, ma mai in egual misura.

Questo (dopo lunghe ed estenuanti tritature di palle) è il problema: che a nessuno frega nulla di nessuno. Internet potrebbe aiutare ad allentare questo limite, ma se utilizzato con l’ottica di strumento per radicare più profondamente il proprio essere onanisti, non farà altro che rinforzarlo.

Non voglio piacere a tutti, è inevitabile essere detestati, ma vorrei poter essere utile, fare qualcosa che valga la pena di fare: aiutare qualcuno a essere migliore.
Compito arduo ma possibile. L’importante è non smettere mai d’imparare.

Per diventare Gandhi bisogna imparare a capire che non vale la pena essere migliori, ma essere nel giusto.

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2 Comments

  1. Colpito e affondato! Quoto in pieno tutte le tue parole e credo che me ne riporterò qualcuna da me: ovviamente con le opportune citazioni e i crediti dovuti.

    (Il tutto, quando.avrò un po’ meno sonno… )

    • savohead
    • Posted febbraio 8, 2009 at 12:49
    • Permalink

    Grazie mille per tutto: pazienza, opinione e il tempo rubato al sonno, non v’era bisogno.


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