Skip navigation

Oggi sono in “citazione mode on”, o forse sto semplicemente cercando di lasciar fuori mille finti problemi che mi creo intorno, sfogandomi con ciò che leggo e mastico. In fondo siamo fatti così, se leggessimo il nostro libro preferito nel momento peggiore per esso, probabilmente lo troveremmo inutile o dimenticabile. Oggi, invece, tutto quanto mi sembra doveroso di dibattito, perché vorrei poter dibattere con chi ho intorno di quanto succede e non può cambiare nemmeno con un duello, altro che un dibattito.

Arrivo al dunque. Paul ha scritto questo. Visto che sono un “novellino” della rete attiva, non voglio estrapolare dalla sua originaria posizione una qualsiasi discussione, voglio solo prendere spunto per ribadire qualche piccolo concetto. Il suo post è tutto da leggere, si può assentire o storcere il naso, ma l’importante è provare a leggerlo (nonostante la lunghezza).

Spesso trovo divertente l’inventiva che porta PTWG a proporre idee innovative o reimpasti nuovi di vecchie cose, spesso, però, trovo le sue analisi ponderate, un po’ troppo aggressive e non sempre condivisibili. Con questo, voglio dire ciò che ho detto, senza togliere meriti o mettere sigilli. Il pensiero espresso oggi è sul filo del rasoio. Sono convinto anch’io che la compenetrazione di internet (per quello che immagino intenda parlare nel pezzo) stia “andando a rilento”, ma non ci metterei tutta questa foga nel paragonare e dare accenni di colpe.

In fondo, come giustamente detto nei commenti (da leggere e ai quali partecipare), i paragoni esposti non sono proprio corretti, alcuni “ammodernamenti” di oggetti già entrati nell’uso comune, non possono competere con l’affrontare un “nuovo mondo” che si viene a creare dall’altra parte di un dispositivo attivo quale il web. La macchina fotografica è traslata nell’era digitale, come doverosa conseguenza, il cellulare è l’estensione (oltre che dei corpi, ormai, anche) del vecchio apparecchio fisso casalingo. Le persone non hanno dovuto applicare troppi sforzi di intelletto per “fare il passaggio”. Click facevi, click fai ancora. La tua foto, ora, puoi tenerla o buttarla.

Internet (il web e tutte quelle cose che ci stanno dentro) è un mezzo un po’ più “incategorizzabile”, è una sorta di calderone in cui si possono trovare evoluzioni di molti apparecchi pre-esistenti, ma ci si incastrano nuove possibilità e nuovi punti di vista. Le “cose e-qualcosa” sono state un flop per molti motivi che spesso esulano sia dai promotori, che dal mezzo, ma anche dagli utenti. L’e-learning è preferibile quando costruito bene, prodotto bene e fruito in contesti specifici, quante possibilità ci sono che tutto questo si avveri contemporaneamente?! I fattori, gli attori e i soggetti sono molto più ampi e sfaccettati di tante altre “evoluzioni” che vengono considerate.

Insomma, bisogna riflettere su come ci si approcci a questo mezzo che, se non esistesse e non fosse così evoluto, non avrebbe mai saputo dare a Paul stesso la possibilità di congetturare così liberamente. Bisogna pensare di nuovo senza la logica dello stercorario di poc’anzi, il web è un oggetto dell’evoluzione, si evolve esso stesso e con lui anche le persone. L’oggetto è differente, come differenti sono le aspettative delle persone.

Condivido appieno il titolo, perché è sempre quella che manca VERAMENTE alla maggior parte delle persone, sempre e di nuovo soppiantata dal comodo raggiungimento del piacere maggiore con il minimo sforzo.

Condivisibile anche la parte sui “rimpianti” degli obiettivi mancati (che potrebbero avverarsi con il tempo): dal fatto che la musica costi ancora come (e forse più di) prima, al fatto che gli e-book non spopolino proprio come si sperava. Condivisibile fino a un certo punto, perché poi non è più solo colpa della curiosità delle persone, il digital divide c’è e, anche lui, non è attribuibile a un solo oggetto della discussione. C’è chi ci guadagna a mantenerlo e chi non ha voglia di superarlo.

Costruire Utopia è sempre stato impossibile (oltre che difficile), bisogna sempre prenderla a paragone come sprone per tentare di raggiungerla e ogni tanto ci sta anche sfogarsi per il mancato avverarsi di qualche promessa. Ma non bisognerebbe mai affermare con troppa certezza alcune asserzioni, ché le opinioni, si sa, sono come il buco del culo, ma, nonostante l’odore, non sono mai una sola per tutti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: