Skip navigation

Sto leggendo Dawkins che cerca di convincermi di cose di cui già son convinto, ma ciò che mi piace e interessa sono le tesi che propone, i modi di risolverle e le risposte agli altri tentativi di soluzione. Mi aiuta, sempre per quella storia delle addizioni, a comprendere e affrontare molti altri problemi.

Partiamo dal principio (che poi non è principio di niente, in mezzo a tutto). Voglio mettere i pannelli solari. Decido di chiedere e mi informo, scopro tante cose e mi instillo tanti dubbi. Il tempo trascorre, causa mia o altrui, poco importa. Ciò che, ultimamente, mi porta a riflettere sono, di nuovo e ancora e sempre, le persone.

Comprendo benissimo di non conoscere tutte le competenze necessarie e tutte le mansioni di un tecnico comunale (come di tutti gli attori di questa tragicommedia), ma quando le cose mi vengono spiegate, mi sforzo di accettarle, quando accettabili; e mi pongo domande, quando non accettabili.

La scena che mi ha stupito l’altra mattina è stata:
il tecnico comunale ci accoglie nel proprio studio e, riconoscendoci, ci parla molto specifico e tranquillo di ciò che serva e ciò che non sia necessario; sorgono domande e si delineano soluzioni. Finché una domanda specifica suona un po’ così: “ma questa richiesta dobbiamo presentarla o meno?!” (la richiesta in questione ritarderebbe di altri 30 giorni il lavoro, ma questo sembra preoccupare solo me, decido di tralasciare). Il tecnico si pencola indietro sullo schienale della sedia e incrocia le dita dietro la testa: “beh, ho sentito parlare di una legge europea che permetterebbe di NON presentare la domanda …” il mio capo fa cenno fiducioso e gli occhi sorridono dilatati “… ma non è detto che qui sia stata percepita”.

Ora come ora, sono lento si sa, mi sovvengono argute argomentazioni del tipo: “vi serve un amplifon?!” o mille altre, ancora meno divertenti, ma la mia natura di bambino che impara, mi ha portato a chiedere: “scusi, forse ho capito male, ma lei mi sta dicendo che esiste una legge, ma non è detto che qui, voi, vogliate applicarla?!”

L’ho percepito solo nel geometra che mi accompagnava, quel respiro interrotto tipico delle mamme davanti ai propri figli che sfoggiano parole tipo “caccamerdastronzo” in risposta ai preti che chiedono “e parla già suo figlio?!”; ma mi ha riempito di orgoglio essere l’idiot (peu) savant della situazione.

Rimane che non posso nulla contro lo strapotere dell’assurdo.

Il tecnico ha socchiuso gli occhi, ha alzato le spalle e ha detto: “beh, sa com’è, siamo in Italia”.

Che cazzo di risposta è?!
“mamma, perché la pasta è salata?!”
“beh, sai, a 13 anni ho visto uno struzzo”

E sembrava anche sicuro che quella risposta giustificasse il tutto. Non ho ribattuto per manifesta inferiorità, non sono così brillante da riuscire a rispondere: “ah, ok allora mi dia anche due etti di barfandibellegioculiambolo” così, a canovaccio. Mi ci vogliono giorni di prove ed esercizi.

Mi sono inchinato ai maestri indiscussi e sono uscito dal comune con lo stesso dubbio con il quale ero entrato: “vale la pena penare per valere?!”

Sì, nonostante la realtà che si vive urli NO! a tutti i venti. Dawkins batte sul ferro caldo facendomi aggiungere anche altre situazioni: così come NON sono gli atei a dover portare dimostrazioni ai teisti della non esistenza di un dio, così anche le persone normali NON devono portare prove per convincere gli sciachimisti, così anche un cittadino normale NON deve chiedere che venga applicata una legge da chi sarebbe preposto a farla rispettare. O sbaglio?!

Annunci

5 Comments

  1. l’ho già detto, che le cronache delle tue incazzature contro la burocrazia e gli impicci pratici sono le tue cose migliori – in genere avere macigni nelle scarpe migliora la scrittura – ma qui voglio aggiungere che, dopo lo scoppio di risa ad altezza struzzo, il finale m’è parso un po’ blando: col progredir degli anni, il disincanto ti porterà senz’altro al sublime e sarà quando capirai del tutto che, da queste esperienze, nient’altro che buona strutturata rutilante spassosa scrittura potrai cavarne

    comunque ci sei quasi (dico, senza speranze sulla redenzione del Moloch 🙂 )

    • savohead
    • Posted aprile 22, 2009 at 20:44
    • Permalink

    vielen dank, forse è ancora quella speranza che non mi fa “lasciar andare” al “semplice” scrivere per sfogare/intrattenere. Grazie dell’analisi e chiedo scusa per la stortura della bocca sul finale. Forse dividere le cose potrebbe far bene sia allo sfogo che al passaggio di informazioni. Cose semi-serie da una parte e chiose umoristiche altrove … dai, dai, ci proverò.

  2. uh, conto che tu abbia colto la sensazione, non parlerei di storture di bocca – la qualità non s’è inabissata, stavo andando nell’analisi fina – ma c’è una cesura rapida tra il fondo del vaudeville e l’inizio della risalita morale (tutte quelle negazioni maiuscole) che avrei visto bene colmata da un po’ di gigioneria (che, magari, non t’è venuta perché ti sentivi già sul “lungo”)

    • savohead
    • Posted aprile 22, 2009 at 23:06
    • Permalink

    eheh …
    babba bia, c’ho il critico perzonalo e perzonalizzato … eheh …
    grazie mille, preziosissimo.
    Rimane pensi di dover far scorrere il tutto un po’ meglio. Questo è l’importante in un buon “raccontare” (prima dicevo “dividere le cose”, ma forse sarebbe meglio “farle convivere bene”).
    Grazie ancora

  3. figurati, è un piacere: sei così ricettivo e mi stimoli


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: