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Oggi ho “cominciato” il mio “nuovo” lavoro.

In realtà le virgolette sono perché: ho mantenuto contatti con questo studio per un po’ di tempo, ho già lavorato lì altre volte e non è da oggi che metto piede lì dentro.

Ho lavorato anche il primo maggio, per loro, ma con la dovuta calma e il dovuto sorriso, pur conscio di stare andando contro ai miei principi. Ho adattato (malissimo) un gioco che oggi, in studio, abbiamo cominciato a registrare.

Ho visto mille volti, nuovi, vecchi, conosciuti ma impossibili da collegare a nomi e ruoli. Ho sentito voci, nuove, vecchie e nascoste in qualche angolo di memoria che non riesco a dipanare. Insomma, una giostra di rumori e sfumature che non s’è ancora fermata in testa.

Si respira differente a ogni nuova esperienza (anche se non COMPLETAMENTE nuova). E mi piace sapermi capace di farlo e sentirlo ogni volta. Perché mi trovo sempre più spesso a pormi poche domande, ma che reputo importanti:
– perché la gente s’incazza?!
… e mi rispondo che sono fortunato ad avere un temperamento mite e a limitare (quando possibile) le incazzature ai soli momenti in cui non capisco qualcosa; e sorrido ancora di più, di fronte alla altrui rabbia inutile per un qualsiasi motivo di cui non sono causa;
– di cosa sono capace?!
… e mi rispondo che son mediocre in mille cose mediocri, quindi, più che l’amore per lo scoprire e imparare qualcosa di nuovo, ho poco altro, me lo faccio bastare;
– cosa cerco?!
cerco sorprese in ogni spirale di tempo, segno o suono; e cerco di muovere le persone che amo ad aprire occhi e cuore al piacere di quel che si è, che si può avere e che si dona e donerà (che, in fondo, sono la stessa cosa).

E poi le domande si sommano, si moltiplicano, si perdono, si rafforzano … ed è bello poter contare su giornate, o anche solo momenti, in cui si abbia la mente abbastanza serena da passarle in rassegna, sorriderne e rimescolare le priorità.

Senza mai smettere di ricordare che il mio valore è quanto riesca a farti star bene il pensiero di me.

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3 Comments

  1. l’ultima frase è bellissima ed illuminante, in parte per l’altro che intendi col tu, in parte perché il tu sei anche te stesso

    su questo non so quanto ci hai riflettuto, ma è certo che il pensiero di se stessi deve dar soddisfazione anche a chi lo pensa

  2. “cerco sorprese” è una frase che a me è piaciuta. Credo che uno si arrabbi, si annoi, invecchi, proprio quando smette di sorprendersi per le cose, le persone, i momenti che arrivano inattesi

    • savohead
    • Posted maggio 5, 2009 at 23:58
    • Permalink

    @nik: ovviamente no, non c’avevo mica pensato, non crederai ancora che io ci sappia arrivare … eheh … grazie mille … davvero
    @chiara: beh, spero, allora, di non invecchiare mai … almeno in questo


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