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A me, in realtà, i blog personali non piacciono. Perché?! Perché in fondo, a chi potrebbe interessare ciò che scrivo, ciò che vivo o ciò che penso?! Oppure chi mai potrebbe rispondere a quesiti insulsi che, se confinati alla mia sola testa, si sfalderebbero come neve di polline?!

Logica domanda: ma allora perché lo tieni?!

Perché sono convinto che ogni persona che si reputi degna di scrivere e “pubblicare” (nel vero senso di rendere pubblico un qualsiasi pensiero vergato, sia questo mostrarlo a una persona o a mille), sia abbastanza stronza da sentirsi sicura di ciò che pensa. Questo “nuovo” stile del blog non riporta più il “motto”; beh, lo riporto qui, così da ricordarlo, ogni tanto:  “Sono convinto che ogni affermazione umana sia discutibile, ma non ci giurerei”.

In fondo, però, ognuno si sente unico, e perché fare eccezione?! E quindi penso solo di essere un poco differente dal bambino quindicenne che tappezza emmesseenne di frasi finto-auliche per far vedere quante ne sappia; mi reputo un poco diverso dal rimatore che “non per dire, ma vuoi mettere con quello che ho scritto io?!”. E non certo mi sento migliore, forse peggiore, ma di certo diverso. Compreso in quella macchia di persone curiose, attente ai particolari che non si vogliono accettare per principio, o perché qualcuno ha detto di farlo.

Il mio è semplice equilibrio. Ho bisogno di scrivere, lo faccio qui perché vorrei riuscire ad avverare un altro equilibrio: riuscire a essere me stesso con chiunque.

E qui libero le domande, oppure le piccole risposte che raggiungo, salendo la scala che spero non finisca mai, quella dell’imparare e dello stupirsi. Qui cerco di aiutarmi a mantenere quella calma e lucida visuale che mi permetta di accettare le sconfitte e puntare alle vittorie, con il medesimo spirito: con lo spirito di chi accetta chiunque per ciò che è, ma che cerca ovunque una mente luminosa da seguire, da avvicinare e da indicare a chi ama.

Il mio equilibrio è sempre a un passo da me. E forse mi piace così.

Spero solo possa essere d’aiuto per qualcuno.

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One Comment

  1. a me i blog personali invece piacciono e proprio per quello: perché le cose piccole e private, quando condivise, diventano universali. Del resto, ognuno di noi è particolare e universale allo stesso tempo, e i dubbi e le domande, come le imperfezioni e le incongruenze, se uno li tiene per sé resta uno squilibrato (nel senso di uno senza equilibrio) e invece se li esprime (e questo è in fin dei conti solo un bel modo per farlo) diventa uno che l’equilibrio lo sta cercando anche per mezzo del confronto


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