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Ho sempre avuto un rapporto altalenante con il sesso. Non che ne abbia fatto tanto, l’essere troppo aitanti, a volte, è un deterrente, si sa :).

Penso che, con tutta la buona volontà che riconosco loro, la colpa sia del mio rapporto con i miei genitori.

Sono arrivato a pensare che i genitori siano spesso creati per scovare ogni minimo pretesto per metterti in imbarazzo. Probabilmente loro non notano i limiti che ognuno si crea, che la società e la comunità, tacitamente, sanciscono. Probabilmente sono così rivoluzionari che io non riesco a capirli.

Il fatto è che non è sempre detto che la tattica migliore per “sdoganare” il sesso, sia evidenziarlo ogni santo momento possibile. Esistono momenti, al di fuori di camere da letto, auto appartate, spiagge deserte e chi più ne ha più ne ometta, durante i quali fare battute a sfondo sessuale rivolte a tuo figlio, in presenza della ragazza conosciuta da due giorni, non è proprio consigliato. Considerare che possa essere normale che quel ragazzetto che ti gira per casa non si vanti della propria vita sessuale, non significa venire meno a nessun dogma. Vagliare l’ipotesi che uno si possa anche ingozzare seriamente se, tornato tardi la sera, stia deglutendo del fresco thé alla pesca e gli si domandi “avete già fatto sesso?! No, perché è importante conoscersi” [silenzio imbarazzato] “daaai, insomma! Non c’è nulla da vergognarsi, ma piuttosto, se l’avete appena fatto, non è un buon segno, sai come si dice: Se fotter fa fame, fotti, se fotter fa sete, smetti!” COUGH-COUGH!! “MAMMAAAA!!”

Io non ho problemi con il sesso, mi lamento il giusto, quando non lo faccio, me lo godo, quando mi è possibile. Il fatto è che lo reputo una cosa troppo privata perché il resto del mondo snoccioli pareri sul mio praticarlo, ma lo reputo anche una cosa così bella e naturale, che mi farebbe piacere se nessuno ci costruisse attorno alcun tabù.

Rimane il fatto dei profilattici. I profilattici hanno sempre concentrato questo mio duplice approccio, in un tempo troppo breve per riuscire ad analizzarlo, quindi li ho sempre visti un po’ sublimi (che fan paura e affascinano). Insomma: andare a prenderli mi mette timore, mi figuro sempre la scena di un amico di vecchia data che mi incontra a quello scaffale e mi schiaffa una pacca sulla spalla giusto dopo il mio afferrare un pacchetto
– Ciaaaaao, quanto teeeeempo, come va?!
– … … beh … bene, tu?!
– Beh, bene, ma mai quanto te, vedo!
Insomma, una cosa un poco imbarazzante, ma mai quanto scontrarsi con un’amica e lasciar cadere il pacchetto:
– Oh, ciao, scusa, non ti avevo visto … lascia, ti aiuto …
Ecco. Lo so, sono catastrofico e pessimista, ma non riesco a togliermi le migliaia di esercizi di stile su questo tema.

Dall’altra parte c’è quel becero e bieco orgoglio che mi fa dire: “Ma che cacchio, io sto facendo una cosa che mi piace, sto facendo una cosa giusta, che mi importa degli altri?! Mica faccio loro del male!”. E mi vien da camminare a testa alta, finché non mi accorgo di sembrare uno di quei tamarri anni ottanta che facevano mostra di sé e di quanta “ginnastica” facessero. Allora mi ri-ingobbisco.

Una soluzione possibile sarebbero i distributori automatici, ma da una parte, costano il doppio del supermercato e, dall’altra, non escludono la possibilità che, mentre decido se quelli anatomici da 5 siano più indicati di quelli fruttati da 4, ma possano essere più pericolosi di quei sicuri scafandri standard da 6, non mi incroci la mia professoressa di matematica delle medie, che abita proprio lì sopra.

Insomma, quando devo comprare i preservativi, io son nervoso. Non ho problemi, ma sono nervoso.

Spero che quel che mi è successo oggi, possa aiutarmi in futuro, sciogliendo ogni mia riserva:
c’è bisogno di far la spesa, giusto pane e latte per la famiglia, la sabbietta per i gatti e qualcos’altro; ne approfitto per fare scorta di questi miei “antagonisti”. Mi munisco di cestello, lo riempio di un po’ di tutto, passo davanti al reparto farmacia, c’è una coppia di ragazzi che mi guarda, decido di passare oltre e prendere la sabbia. Ritorno e noto delle ragazzine che si scambiano pareri sui trucchi più “in” del momento, nonostante io sia notoriamente lento, mi passa una sequenza di immagini nella testa che passa dal: “ehi, le impressiono scegliendo il pacchetto king-size”e subito”se poi ridono?!”ma anche”lo giuro, signor giudice, mi han detto di avere 16 anni!!”. Passo oltre.

Finisco la spesa, non ho altre scuse. Ripasso senza guardare e dritto e sicuro, mi approprio di un pacco familiare (li ho già presi, vanno bene, non stiamo a questionare!).

Tutto liscio, non è suonato nessun allarme e non sono il milionesimo cliente.

Nel tragitto che va dal reparto farmacia alla cassa, pianifico una precisa strategia:
– cassa automatica, così nessuna cassiera prenderà in mano la scatola;
– impossibile passare i profilattici insieme con pane e latte, lo scontrino potrebbe saltare fuori in un qualsiasi momento, soprattutto durante la benedizione del prevosto;
– ok, passo prima la scatola. Pago. E poi faccio un altro conto con il resto.

Con noncuranza mi accodo. Con noncuranza passo la scatola. Con noncuranza rimuovo la scatola dalla plancia della cassa automatica. Con noncuranza infilo in un sacchetto quella bomba a orologeria. Con noncuranza mi appresto a passare sullo scanner il resto della spesa.

L’addetta al controllo delle casse automatiche, nota questo mio strano modo di fare la spesa: “come mai ha pagato una cosa e poi fa un altro conto con altra roba?! Non è che sta cercando di fregarmi?! Ennnò, ammè non mi freghi, bricconcello!”. E con noncuranza si appropria dello scontrino espulso dalla cassa.

Tutto accade in quei secondi che paion secoli: lei si accorge della situazione, io mi impegno più a fondo con il resto della spesa, lei azzarda un: “questo scontrino glielo lascio qui” e io evito di piangere con un “grazie”, lei torna alla sua postazione di controllo, io termino di pagare e le passo a pochi centimetri per raggiungere l’uscita, lei non mi degna di uno sguardo e si asciuga una stilla di sudore, proprio nel momento in cui io tossisco imbarazzato perché la gola non mi ha permesso di ripetere il “grazie”.

Insomma, s’esso fosse da tutti considerato la cosa naturale che è, queste situazioni non si ripeterebbero.

Ma forse, un po’, mi dispiacerebbe.

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21 Comments

    • aubreymcfato
    • Posted maggio 19, 2009 at 21:17
    • Permalink

    Spassosissimo. Uh quante “s”…

    • savohead
    • Posted maggio 19, 2009 at 21:32
    • Permalink

    eheh … bene … grazie mille …
    giuro che presto recupererò i miei arretrati di friendfeed e tornerò ad avere il piacere di leggerLa, Aubrey.

  1. hai dei genitori ollivudiani ‘na cheephra, amico mio
    e quel proverbio è notevole, grazie per la cultura popolare .-P

    • savohead
    • Posted maggio 20, 2009 at 00:52
    • Permalink

    notevole?! anche un po’ abominevole, se vogliamo.
    Mia nonna ne aveva uno altrettanto sconcio ma molto più degno, se lo volessi per una delle tue collezioni:
    al diséva anca ul pré da Costa
    de minga duprà ul dì,
    che gh’è ul so ropp aposta
    (trad. Lo diceva anche il prete di Costa (Costamasnaga)
    di non adoperare il dito,
    che v’è l’utensile appropriato)
    Questo sì che, pur essendo volgare, aveva un tatto diverso e molto più velato, un bambino avrebbe ignorato bellamente il secondo senso, mentre un adulto avrebbe sorriso annuendo. Quello, invece, detto proprio mentre deglutivo, m’ha lasciato assai scioccato. Giusto hollywoodiani, potrebbero essere definiti … eheh

  2. Decisamente spassoso. Penso che incidenti del genere capitino, e anche di peggio, visto che in fondo comprare profilattici, assorbenti (che non siano i pannoloni per incontinenza) e affini è una cosa normale: tu pensa a quelli che rimangono incastrati in qualche posa strana e devono andare all’ospedale (o far venire un’ambulanza a casa 😆 ) per farsi disincastrare!

    Per quanto riguarda i genitori… pare che si passi da quelli sessuofobici a quelli “aperti” senza passare per situazioni di sano equilibrio. Pare che sapere se “gli altri” lo fanno, come lo fanno, quanto lo fanno sia un fatto d’importanza nazionale (perché lo fanno invece pare non interessi nessuno, oppure è un fatto notorio 😆 ).

    Quando poi "gli altri" sono i propri figli, la morbosità, il fuori luogo e il cattivo gusto la fanno da padroni: battutine, ammiccamenti, severi anatemi…

    E occupatevi dei casi vostri! Mi sa che anche in questo caso il problema è "medice, cura te ipsum"…

  3. Ohi ohi, mi è scappata la parentesi chiusa invece del “>” per la chiusura del tag, me lo potresti aggiustare? Tutto questo neretto non c’entra molto…

    Thank you!

  4. Grazie, a buon rendere!

    • savohead
    • Posted maggio 20, 2009 at 09:51
    • Permalink

    e di che, ci mancherebbe (il codice blogghico prevede si cancellino queste risposte “di servizio”?! Vabbeh, io le lascio sino a nuovo ordine).
    Per quanto riguarda le posé (crasi che vendo così, ai peep-show, senza che paghino alcun pubblicitario), esistono leggende metropolitane alquanto incredibili, ma ricordo un aneddoto reale, raccontato a un amico medico di pronto intervento:
    chiamata: “urgente! Presunto attacco cardiaco …” l’ambulanza arriva sul posto e il dottore controlla lo stato di salute di questo paziente (uomo sulla cinquantina), nessun attacco cardiaco, solo uno svenimento da pressione bassa; la donna che ha chiamato il pronto intervento appare inquieta, ringrazia, continua a fare domande al quasi-infartuato, si aggira nervosa per la stanza. Alla fine prende il coraggio a due mani e prende anche il dottore in disparte:
    “scusi, tantovale che ve lo dica, l’avreste scoperto comunque, ma … può essere che questo attacco sia venuto perché … beh … abbiamo appena fatto sesso orale?!”
    L’amico che l’ha riferita s’è trovato un po’ spaesato, ma ha rassicurato la signora molto professionalmente. Se fossi stato in lui, primo avrei chiesto alla signora di indicarmi quale strumento elettronico alla CSI permetta di scoprire a un’analisi approssimativa, quali soggetti abbiano appena avuto un rapporto, ma soprattutto, so che è cinica e stronzetta, come risposta, ma avrei giocato un po’ su questa insicurezza:
    “eh, sa, signora … sicuramente non è uno sforzo da poco, ma segua il mio consiglio. La prossima volta, invece del solito, quando vede che c’è un cedimento … provi a soffiare!!!”. Vabbeh, son stronzo … eheh …
    grazie ancora della lettura … a tutti

  5. soffiare, uahhhahah
    che beshtia che sei
    oh, grazie del proverbio, valà
    e s’attende dove sai Posé sost.inv.f. atteggiamenti licenziosi.

  6. In genere sì, andrebbero cancellati, anche perché dopo la correzione non hanno più molto senso, ma visto che sono “commenti commentati”, oramai lasciali, faranno folklore! 😉

    Se ti capita di conoscere qualche vigile del fuoco in vena di chiacchiere, o qualche medico del pronto soccorso in vena di chiacchierare, te ne farai di risate!

    E comunque anche sul giornale ogni tanto se ne sentono, vecchiotti flaccidoni che si buttano dall’armadio facendo Superman (o Batman? O Tarzan?), e devono correre a raccoglierlo incastrato nel letto distrutto, persone che legano il partner con le manette alla ringhiera del letto e poi perdono le chiavi (magari rapporto clandestino, col legittimo consorte che sta tornando a casa… 😆 )

    Insomma… tu ti preoccupi per un pacchetto di profilattici comprati al supermercato?

    Sei antico!!!!

  7. *lasciali*, non *lasciano*

    Questo dopo la correzione lo puoi cancellare! 😆

    • savohead
    • Posted maggio 20, 2009 at 11:30
    • Permalink

    e invece lo lascio … eheh … è il più bellino.
    Comunque sì, ce ne sono di aneddoti, chissà quanto veri e quanto “dipinti”. Sicuramente, da qualche parte, ci sarà un sito che raccoglie questi fatterelli.
    Se non ci dovesse essere, Nik, giàssài che ddevi fà!! eheh

  8. ah, ah, ah! Son cose che in effetti non capisco, ma non le capisco da tanto, eh! Che le (pochissime) volte in cui a casa mia c’è stato bisogno sono andata sempre a comprarli io! Che a me non fa nessunissimo effetto: sarà perché non mi interessa quello che pensa la cassiera?

    (certo che i tuoi inibirebbero chiunque, eh…!) 🙂

    • savohead
    • Posted maggio 20, 2009 at 13:38
    • Permalink

    eheh … già.
    L’ultima volta non ho avuto la prontezza (come sempre) di rispondere come dovuto.
    Davanti alla mia povera ragazza (povera perché si deve già sopportare il sottoscritto, pensa alla famiglia), il mio babbo mi dice:
    “ma perché non vi baciate mai?!”
    avrei dovuto rispondere
    “non lo facciamo proprio perché stai lì a chiedertelo”
    boia!
    Invece sono diventato rosso, la mia ragazza con me, e abbiamo masticato qualche parola senza capo né coda, finché mia mamma ha quasi rincarato la dose dicendo:
    “beh, lo faranno abbastanza quando non li guardiamo … spero”
    sto sudando ancora adesso al solo pensarci.

  9. Potevi rispondergli: “Ma niente niente ci ho il padre guardone e non lo sapevo???”

    Ma pure tuo padre, ma sono domande da farsi????

    • savohead
    • Posted maggio 20, 2009 at 14:01
    • Permalink

    beh, ma per lui è innaturale che noi non lo si faccia, quindi è sempre quella solita storia dell’esserci dentro e pensare sempre d’aver ragione.
    Finché non c’è qualcuno che riporta al centro il sole, uno che lo vede girare intorno alla terra, pensa di esser nel giusto a sentirsi il fulcro.
    Comunque, grazie, terrò conto della risposta in futuro, eheh.

  10. i genitori certe volte pensano che i figli debbano assimilare i comportamenti che conoscono, ma certe volte proprio perché li conoscono ne scelgono di diversi (e per fortuna, aggiungo io)

    Il pudore è una cosa molto soggettiva

    • savohead
    • Posted maggio 20, 2009 at 18:52
    • Permalink

    boia, scusa Chiara, ma non ho ben capito. Intendi dire che il mio babbo ha posto quella domanda “uscendo” dal proprio comportamento standard?!
    Se così fosse, ti assicuro che il suo comportamento standard è questo, sarebbe carino se, ogni tanto scegliesse un diverso comportamento. Magari in presenza di persone estranee o sensibili o che so, normali?! eheh
    Scherzo, comunque … questi casi sono estremi, niente da ridire sul modo di pensare di chi mi ha insegnato a esser così.

  11. no: volevo dire che magari i tuoi hanno una modalità di espressione affettiva più esplicita. Che ne so…: magari hanno l’abitudine di abbracciarsi davanti a i figli, di scambiarsi tenerezze. E pensano che siccome i figli hanno quel modello debbano necessariamente seguirlo; invece non è così. I figli prendono un modello e poi ne fanno quello che credono: possono scegliere di non seguirlo affatto.
    E quindi dovrebbero astenersi dai commenti, nel dubbio. Io non so mica come sarò, coi miei figli, quando sarà il momento. Magari una grandissima rompiballe 😉

  12. Ovviamente i genitori, dovrebbero astenersi. Mi sono espressa malissimo. Scusa

    • savohead
    • Posted maggio 21, 2009 at 02:12
    • Permalink

    Ok, scusami tu … non avevo colto.
    In effetti è così. Mentre mio fratello ha sempre “parteggiato” per i miei genitori e tende a comportarsi come loro (bacio prima dei pasti, davanti a chiunque, per esempio), io ho sempre tentato di interiorizzare quel modello e agire come meglio mi sembra (se siamo soli e sembra un momento adatto, può starci, ma se già siamo agli estremi di un tavolo al ristorante, non mi alzo per circumnavigare sedie, camerieri e violinisti per augurarti “buon appetito” cicciotenerosamente).
    Ovviamente, il discorso che fai tende a valere solo per i comportamenti che loro ritengono giusti o “dovuti”, non pensano che uno possa assimilare le loro ansie o i loro sbalzi d’umore, fino ad arrivare a chiederti: “sei sempre nervoso, come mai?!” 🙂


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