Skip navigation

Questo è ciò che, sicuramente sbagliando, ho scritto a geometri, impiantisti e coordinatori dei lavori. Si capisce qualcosa?! Se sì, chi ha orecchie per intendere, avrà inteso?!

Buongiorno,
probabilmente è la presunzione di chi è ignorante come me, a portarmi a un nuovo sfogo (forse poco) giustificato; oppure sono le assurdità della burocrazia e di questo strano lassismo imperante, a rendermi così noioso con Voi.
Mi trovo a chiedermi, ma soprattutto a chiederVi, come ci si debba comportare in situazioni come queste, visto che per me è la prima volta (e visti i risultati, spero anche l’ultima), ma penso che per Voi non lo sia. Tralasciando le lungaggini legate a impossibilità dei singoli soggetti coinvolti in questa situazione, convenendo con Voi che il lavoro sia lavoro e lo si debba cogliere quando presente; alcune domande e piccoli paradossi, non possono che saltare palesi alla mente.
Nella mia utopistica visione meritocratica della società, mi aspetterei di constatare che ad un’azione segua una reazione; che ad una domanda, una risposta; e tante altre cose che, purtroppo, non posso accanirmi a ritenere plausibili in questa realtà.
Sarà forse la mia condizione di precario, sarà forse la mia educazione ipocrita, sarà anche una mia tendenza all’egoismo, ma se mi si presenta la possibilità di seguire un lavoro, che mi piaccia o meno, commissionato dal più viscido e bieco o dal più santo personaggio, che “valga la candela” o mano, io tendo ad accettarlo. Una volta accettato, tendo a portarlo a termine. Non solo per uno stupido e anacronistico senso del dovere, ma anche perché, sia il viscido che il santo, se non dovessero vedermi dare il massimo o anche solo impegnarmi a concludere il lavoro, non ci penserebbero due volte a lasciarmi a casa, con tutte le ragioni di questa terra. Probabilmente la mia poca preparazione su argomenti pregni, mi porta a sopravvalutare le poche abilità che possiedo, innescando un meccanismo di fiducia e soddisfazione tra il datore di lavoro e me.
Nel Vostro caso, la situazione può essere differente, visto che questo tipo di lavoro è composto da una fase lunga e tortuosa che riguarda la preparazione, e da una più attiva, ma breve, di vera e propria azione sul campo. Ci sono trattative e misurazioni, alternative e attese, insomma, un sacco di fattori che allungano i tempi di realizzazione.
Il fulcro della questione, però, rimane: se una persona lavora bene, merita di lavorare.
Pur concordando anche sul fatto che non sia possibile assecondare tutti i capricci di tutti i committenti, spero di poter affermare di non essere troppo schizzinoso o tanto querulo, come cliente. Magari questi sfoghi sono esagerati e rientrano nel querulo, appunto, ma essendo diluiti nel tempo, oso sperare non risultino eccessivi.
Non sono il tipo da infrangere regole e leggi per approfittarne o trarre alcun vantaggio, ma riesce ancora a stupirmi che per ritirare un modulo in comune, dopo aver pagato una marca da bollo e atteso un giorno che il servizio postale tornasse funzionante e mi consentisse di portare a termine il saldo di un bollettino, dopo essermi sincerato che l’ennesimo errore del tecnico comunale non inficiasse l’operazione, mi venga rivolto un simpatico: “stavo per morderla, io oggi non ricevo” al mio apparire davanti alla porta del suddetto tecnico comunale. Essendo mia abitudine e mio intento rispondere sempre, quando possibile, con un sorriso, anche alle avversità, ho rassicurato l’indaffarata lavoratrice con un: “sono qui per fissare un appuntamento”, la risposta allarmata mi ha confermato ulteriormente che questa mia tecnica è poco efficace, d’altronde non c’è peggior sordo di chi non voglia sentire: “perché?! C’è qualche problema?!”. Insomma, se è così ostico e impegnativo consegnarmi un foglio (o un fascicolo), sottostò volentieri ai metodi: “no – sorriso – solo per ritirare l’autorizzazione”; ma che, almeno, ci si accorga di quanto sia assurdo creare questioni inesistenti per il puro giustificare il proprio ruolo.
Oltre al lato puramente burocratico, questo lavoro “infinito” deve assecondare anche dei lati pratici. Mi sembra strano che un committente si debba rivolgere più volte alle persone che ingaggia; mi risulta difficile accettare il fatto che debba sollecitare più volte l’intervento (visto che chi commissiona a me un determinato lavoro, non si sente in dovere di nulla e, nemmeno al primo sollecito, mi ha già sostituito con qualcun altro); che, una volta scelta un’impresa perché assicura una squadra di idraulici, elettricisti e muratori, pronta e coordinata, si ritrovi a scoprire che l’idraulico non consideri il lavoro sufficientemente degno della propria attenzione (dopo quattro chiamate dirette all’idraulico in questione, ho dovuto chiamare io per venire a conoscenza di questa considerazione, non viceversa, come reputo naturale: “non posso fare quel lavoro, ti chiamo e te lo dico”); che se una persona ha un lavoro che lo occupa per settimane, senza lasciare il tempo per curare un lavoro che sperava fosse avviato, nessuno consideri doveroso interessarsi in prima persona alla cura del cliente.
Ripeto, forse la mia è una visione troppo utopistica della società e del mondo, e forse sbaglio nel considerare fondamentalmente buone le persone; ma mi auguro che prima o poi il mondo del lavoro e del commercio (che, in fondo sono la stessa cosa) saranno governati da leggi di buon senso: “se una persona lavora bene, la consiglio a chi conosco e ne ha bisogno”; se il denaro fosse un mezzo e non un fine, forse tutto si sistemerebbe.
Chiedo scusa per la prolissità dello sfogo, ho cercato di usare il maggior tatto possibile per non urtare la sensibilità di nessuno. Dato che, materialmente, non ho ancora visto alcun risultato del Vostro lavoro, non posso certo ritenermi insoddisfatto o criticare il Vostro operato, ma mi ritengo autorizzato a rivolgermi nuovamente a Voi richiedendo un piccolo sforzo e un maggiore impegno, anche solo per evitarVi ulteriori comunicazioni quali la presente.
Mi sto rivolgendo a persone amiche, in qualità di idraulici, che possano portare a termine il lavoro al di fuori dell’orario di lavoro, per questo motivo non potranno molto coordinarsi con elettricista e muratori, ma mi auguro che una soluzione sia possibile. Rinnovo i ringraziamenti all’elettricista che è stato solerte e preciso nella preparazione del lavoro. Domattina dovrei chiudere la questione “smaltimento eternit”, ultimo “ostacolo” per un qualsiasi successivo intervento.
Di nuovo ringrazio per la disponibilità e confermo la mia disponibilità per un qualsiasi chiarimento.
A presto
Simone Savogin

Annunci

2 Comments

  1. auguri

    • savohead
    • Posted maggio 22, 2009 at 15:12
    • Permalink

    Grazie … non mi ha ancora risposto nessuno. Giusto per chiosare.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: