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Qualche anno fa avevo fatto uno di quei calcoli immediati, di quelle connessioni automatiche per le quali non puoi sostenere un reale lavoro cerebrale. Ti vengono. Poi devi pensare se sia un bene o un male l’averle pensate, o il loro significato. Avevano dato due notizie vicine e io ne avevo solo calcolato la somma:
– l’età media in Italia si allunga (l’ho sentita come un proclama da una finestra al quale tutti reagiscono con un “olè!” festante)
– il tasso di natalità aumenta (annunciato con la medesima gioia della precedente, ma con una postilla), ma la crescita è zero.

Sono quelle notizie riempitive, che escono ogni tot, giusto per far vedere agli spettatori che si tiene alla varietà e alla completezza d’informazione.

In realtà, il significato di quelle due notizie è che i vecchi invecchiano, i bambini continuano a nascere e che a morire sono sempre più le persone che non dovrebbero. Quelli “nel pieno degli anni”.

Oggi ci ho ripensato perché stavo rassettando la camera da letto dei miei genitori e sul letto ho trovato una coperta di pile che, in questi giorni, mi è sembrata un po’ eccessiva; e poi ho trovato la “macchinetta” del mio babbo. Mia mamma è in cura per l’epatite, perde i capelli, non ha forze, ha un’eruzione cutanea da farmaci, si sta rimpicciolendo (questa è una mia supposizione, ma mi è sembrata più piccola, l’altro giorni in ascensore) ed è sempre nervosa-arrabbiata-delusa-sull’orlo del pianto-e così via.

Il mio babbo, invece, ha una simpatica macchinetta che lo aiuta a respirare la notte. La deve indossare prima di addormentarsi, per regolarizzare il respiro ed evitare le apnee notturne che non gli permettevano un’ossigenazione costante al cervello per un terzo delle ore di sonno.

Sarò anche nichilista, cinico e ingrato, ma è vita?!

Intendo, sommando il risultato di quel ricordo a questa constatazione, si può arrivare a pensare che si muore giovani, in un mondo affollato e quando si è fortunati e si vive a lungo, si patiscono le pene dell’inferno.

La solita semplicistica(zzi) generalizzazione, lo so, ma è il primo pensiero che viene quando si è in pieno pessimismo cosmico. E non aiuta certo ad uscirne. Un circolo vizioso che conosco bene e che allevo da tanto tempo. Sono anche convinto sia sbagliato condividerlo, potrebbe ferire qualcuno, ma spero solo che possa aiutare a evitarlo, possa generare discussione o approfondimento. Chissà, lo spero.

Intanto cerco di architettare un modo per non essere solo di passaggio, qui, ma per aiutare, anche solo una persona, a vivere tutto un po’ più tranquillo e indolore.

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