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Mi accorgo di essere sempre più idealista, di non essere in grado di scendere troppo a compromessi, di semplificare sempre tutto ed essere intransigente solo su cose che mi riguardano marginalmente; ma c’è un principio che continuo a notare in tante cose e che nessuno sembra più seguire.

I soldi sono ancora un mezzo?!

Mi spiace dover constatare continuamente che chiunque, a qualunque livello, consideri il denaro un fine, non più un mezzo per poter vivere meglio, o per (nell’assurda ipotesi che qualcuno inciampi e cada in una rarissima pozza di altruismo) rendere migliore la vita altrui.

C’è tanto movimento attorno al “green”, questa nuova etica rivolta all’ambiente che, purtroppo, viene utilizzata come facciata, ma troppo spesso maschera per una nuova speculazione al fine arricchitorio e non ambientalistico. C’è ancora qualcuno che inneggia alla pace, ma purtroppo è osteggiato e, per esperienza personale, ho potuto constatare che per qualcuno, dare del pacifista a qualcun altro, è un insulto pieno e bello pesante (un po’ come ormai si fa con la parola “comunista”). C’è ancora qualcuno che si sbatte per aiutare i paesi in via di sviluppo, ma ci sono anche paesi in via di sviluppo che non vogliono accettare di NON poter commettere gli stessi errori di chi è “tra i grandi” (intendo, la Cina e l’India, pur puntando ANCHE sul solare e sulle energie rinnovabili, non vogliono rinunciare ad una maggiore percentuale di nucleare e quant’altro, per l’assurda legge dei bambini: “lo fa lui, perché non posso anch’io?!”).

E da questi macro ordini, si arriva ai microcosmi di aziende in cui ognuno pompa il proprio curriculum in base al proprio pelo sullo stomaco, dà dimostrazione di saper usare il mouse e viene prontamente incaricato di sobbarcarsi compiti per i quali non è assolutamente tagliato, mettendo in cattiva luce anche chi, attorno a lui, si sbatte il triplo per salvargli le chiappe.

Sarò anche categorico e semplificatore, ma non sarebbe un gran bello se tutti ce la prendessimo con un po’ più di calma (che tanto siamo esseri umani che lavorano insieme ad altri esseri umani, domani, forse, non finisce il mondo, i soldi che hai fatto oggi, domani te li assicura la tua bravura, non la sola velocità), con una maggiore consapevolezza delle nostre capacità e, soprattutto, con il rispetto per chiunque, che porterebbe a un ridimensionamento drastico dell’ego, in favore di una valanga di respiri e sorrisi per tutti (lo so, sembra una di quelle favole irreali, ma io ci spero sempre e comunque).

Forse è davvero questo il punto: chi è in una qualsiasi posizione di comando (alta o infima), ha una paura fottuta che si scopra che non è in grado di fare ciò per cui è chiamato. Così sbraita, delega, si arrampica, non ammette, insulta, subappalta e spergiura. Senza mai chiedere scusa o dire grazie.

Di sicuro non è più un mezzo, il denaro. Ma forse non è nemmeno più un fine. Che peccato. Si starebbe così bene, se solo accettassimo di non essere altro che persone normali.

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2 Comments

  1. stamane, per radio, davano i risultati dell’ennesimo sondaggio ienchi fesso: pare che le donne preferiscano maggior introiti a maggior coiti…. tristeSSa: ci si preoccupa di arrivare a fine mese e non più a fine vita ,-(

    comunque, mi fa piacere trovare questa tua riflessione poche ore dopo aver postato quel frammento di Vaneigem sul creare Vs. lavorare; restiamo nel gratuito, amico mio, fa ombrello all’anima

    • savohead
    • Posted agosto 21, 2009 at 13:32
    • Permalink

    grazie mille, as usual, mi spiace non aver ancora letto il tuo pezzo, sono assai indietro per un sacco di motivi, ma sto pianificando sfoltimenti massivi, visto che ora sto già implementando (a’nvedi comme sò ‘nformatego) modifiche al mio pc (sto provando Chakra, una modifica alquanto fica di Arch Linux – e, alla faccia dei puristi, con KDE 4 mi trovo benissssssssimo, per ora).
    Per rispondere alla risposta, penso che faccia parte della natura umana il pensare all’ombellico e non abbastanza e nel giusto modo a quanto sta poco più in giù (se non con becere dimostrazioni di maggior lunghezza, totalmente slegate da quanto si possa stare bene, ma soprattutto FARE stare bene).


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