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È un semplice gioco di società, ne parlava Rousseau (quanto mi manca lo studiare queste cose teoriche che ti riempiono la bocca e fanno dire a tutti: “cacchio, questo sì che ne sa”, ma che in realtà mica l’hai capita tutta nemmeno tu, la cosa che stai dicendo):
– io faccio quello che faccio, perché mi aspetto che tu faccia quello che fai

La società è così, se si vuole prosperare, se si vogliono raggiungere i meno peggiori risultati possibili insieme, andando ad abbracciare il maggior numero di individui, bisogna pensare cooperativamente. E non è una questione di comunismo o individualismo. È matematica, è fisica, è chimica.

E dato che non siamo a questo mondo perché siamo i preferiti di qualcuno, non siamo qui perché ci ha costruiti un orologiaio sadico, non abbiamo altro scopo se non il non averne alcuno, non possiamo raggiungere ciò che non è nelle nostre fisiche possibilità naturali; smettiamola di ritenerci così importanti. Non lo siamo. Punto.

Perché non ci vuole un genio per capire che l’unico motivo al mondo per il quale l’uomo potrebbe davvero fare la guerra, è l’amore. Non ci vuole un genio per capire che le guerre che davvero sono nate per questo motivo non si contano sulle dita di una mano. E biblioteche e biblioteche di gialli e thriller e legal-fiction si basano su tre soli moventi, dei quali uno solo è quello che reputo naturale. Gli altri due, sono invenzioni dell’uomo.

E allora perché dobbiamo continuare nell’errore?! Perché dobbiamo accanirci a vivere male?! A farci sangue cattivo?!

Perché se vivo nel massimo rispetto di ogni essere umano, il più attento possibile ai problemi sociali, a quanto è nelle mie possibilità per dare e non rubare, perché nessuno si fa scrupoli a buttarmelo al culo?! (chiedo scusa, ma è così che accade, dovessi fare un compendio della tesi, un giorno, ci metterò “abusare di me”)

Insomma, non sono un fricchettone che predica la pace, solo perché è troppo sballato per andare oltre il “non fate rumore attorno a me”, non sono uno di quelli che ha raggiunto la pace interiore e risplende di luce propria, ma se gliela rovini è capace di spezzarti le gambe senza disassare i propri chackra … no, sono uno che non sa fare altro che operazioni semplici e non riesce a vedere il perché del male in eccesso.

Non è poi così difficile:
gli umani uccidono, rubano e compiono del male per tre motivi: amore, denaro e religione. Uno solo è irrinunciabile. Ora che il benessere acquisito da buona parte dell’umanità, potrebbe permettere di fare a meno dei due artificiali, perché non si riesce a rinunciarvi?!

Io voglio farlo. Forse per questo ho chiamato così questo posto.

E forse, un giorno, riuscirò anche a spiegarmi meglio 🙂

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4 Comments

  1. ti sei spiegato benissimo

    il buonsenso autentico è patrimonio di un paio di categorie di persone:
    – quelli davvero semplici, che ce l’hanno in dotazione senza averne quasi consapevolezza, così come riescono ad esser coraggiosi senza farsene vanto;
    – quelli che ci arrivano per un tortuoso e doloroso percorso di conoscenza di sé, e capiscono che il buonsenso è rivoluzionario, ma non ti faranno un monumento perché l’hai capito, e che metterci coraggio è una scelta senza alternative

    sono entrambe porzioni minimissime dell’umanità e persino una loro improbabile alleanza non può molto, tuttavia… quel poco…

    • savohead
    • Posted settembre 24, 2009 at 10:31
    • Permalink

    urca… allora dovrò fare il percorso della seconda categoria… diamine! E io che speravo di avere la pappa pronta subito …
    eheh …
    grazie mille
    Volevo solo aggiungere una cosa che, come sempre, m’è sovvenuta sotto la doccia, mi son chiesto se “la politica” potesse essere considerata un motivo per le guerre, ma in fondo è riconducibile a uno dei tre motivi che ho elencato, ma anche essere qualcosa di altro, non un motivo, ma un modo di gestire le situazioni. Quindi sì, la politica potrebbe essere causa di guerre, le gestioni del territorio (frase assurda, lo so), potrebbero creare screzi tra punti di vista. Quindi un dì, nella tesi, inserirò anche questo motivo, chiarendomi peggio … eheh …

  2. no, credo che la politica si faccia per le tre cause primarie di cui sopra, tra le quali solo la religione c’è speranza di ridurre d’importanza, ché col soldo ci vedo messi male: del resto, siamo animali commerciali, e nel fondamento di ciò non c’è male, il male è un portato dell’avidità (risposta di corsa, ché ne ho mille da fare: travedi il senso nell’affanno)

    • savohead
    • Posted settembre 24, 2009 at 11:52
    • Permalink

    eheh … tranquillo, comprendo il senso (potrebbe essere un evento da segnare sul calendario), ma ho sempre visto i soldi come mezzo per raggiungere un fine, mentre la società sembra costruita con lo scopo (e a volte inneggia a persone che si vantano di tutto ciò) di accumulare, per il solo motivo di distinguersi dalla massa che non può. La discriminante del non potere, però, è inficiata dal mezzo, che non è paritario, non è onesto e, soprattutto, non è la migliore opportunità possibile per il benessere comune della società (implicitamente, l’individualismo imperante non coglie che il proprio fine ultimo è la solitudine, la triste e inutile dimostrazione d’essere autosufficienti e/o migliori, per niente.
    Vabbeh, deliro sempre più.


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