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Come tutti, sono ipocrita. Come pochi, mi incazzo per il mio esserlo.

C’è una scelta un po’ audace, davanti a me: nonostante mi si dica che scendere a compromessi non infici il mio vissuto, io non riesco troppo ad accettarlo. Quindi mi invento spiegazioni soltanto per me, per permettermi di accettarmi. Ma non è che sia mai stato così capace di farlo.

Insomma, predicare bene e razzolare male è di tutti, ma spero di doverlo accettare solamente in questi casi di necessità. E visto che il giudizio su di una persona lo danno gli altri, spero che tutto questo possa esser visto per quello che è, appunto, una necessità.

Si possono accettare compromessi sui propri principi morali?! Lo si può fare per soldi?! Lo si può fare per avere un momento di quiete, almeno sul lato lavorativo?!

Per giustificarmi l’accettare compromessi, mi invento che sia “per studiare il nemico dall’interno”, ma poi penso che io un nemico non lo voglio; mi invento che “conoscere è sempre la via migliore”, ma sarebbe meglio imparare liberamente, non per soldi; mi invento che “è addirittura uno smacco per loro, darmi dei soldi senza sapere di prendersi in seno una serpe”, ma so per certo che non sarò mai serpe e asseconderò ogni loro volere …

Insomma, sembra una cosa enorme, ma in realtà è solamente un passaggio nella vita di una vite dell’ingranaggio. A chi importa?!

L’ultima alla quale mi appendo, nella quale credo di più e nella quale ripongo tutte le speranze è che “lo faccio perché almeno posso assicurare qualcosa a chi davvero tengo” … ma son sicuro che puoi disegnare il più bel sogno dell’universo, ma se chi vuoi che lo guardi e lo viva, è di spalle, non sarà servito a nulla più di un rumore nella foresta.

Tutto si riconduce anche a un discorso su cosa scrivere qui e quanto andare nel personale, avvenuto qualche giorno fa. Probabilmente modificherò qualche post passato. Non per occultare la realtà, non per modificare la storia. Per paura di ferire, per paura di rovinare, per paura … punto. Sono pavido e ipocrita. Lo so. Non me ne vanto e lavoro per imparare.

Spero che l’accettazione che ho per chiunque e qualsiasi cosa, possa essere condivisa da chi mi importa mi rimanga vicino. Anche tu che, grazie, hai letto questo.

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3 Comments

  1. La cosa più bella che possiamo fare per noi e per gli altri penso sia assoggettarci alla verità…….così non solo saremo migliori ma anche liberi.:-)

    • savohead
    • Posted ottobre 14, 2009 at 01:13
    • Permalink

    Grazie mr. Loto, come sempre … ma ho un concetto di verità molto labile, non tanto per me e verso di me; ma piuttosto ho imparato a comprendere che la verità ha molti livelli di interpretazione e di influenza. Sono più portato ad “assoggettarmi” al rispetto. E penso che sia la cosa più giusta (magari non la più bella, ma almeno la più giusta) che possiamo fare per noi e per gli altri.
    Tra verità e libertà, poi, i legami si assottigliano ancora di più, se si va a pensare a quale concetto di libertà si adatti al meglio su di un essere umano e su di una società come la nostra. Purtroppo la mia smodata fiducia in tutte le persone, si scontra quasi sempre con la verità dei fatti e degli esseri. Io non la perdo, comunque, la mia fiducia. Per ora.

  2. siccome le paure che esprimi vivono nella relazione, hanno a che fare col ferire ed esser feriti, io non userei l’aggettivo pavido (meglio impaurito)… so che è una sottigliezza, ma la pavidità è una scelta, un arrendersi, un far casa e servitù, quasi lieti di annientarsi


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