Skip navigation

Pur conscio del fatto che a fare un poco alla volta, ci si stanchi meno e la si viva con più calma (sono un sostenitore proattivo del “no hurry, never hurry”, che non esiste, ma io lo sostengo uguale), tra ieri e oggi (mezza giornata) sono riuscito a traslocare l’80% della roba che campeggiava su di un piano, a quello superiore.

Son disfatto e sodisfatto e come la prima condizione, anche la seconda rimarrà soltanto mia. Perché c’è sempre qualcosa che avresti potuto fare meglio, o anche solo fare … in più. Anch’io sono affetto da questa malattia dell’insoddisfazione, ma ho tutte le intenzioni di liberarmene, perché penso sia una delle cause della brevità dell’esistenza. Se continui ad arrovellarti sul fatto di non aver fatto, sulla fretta di dover consegnare un lavoro, sulla necessità di alimentare una corsa che è già assurdamente veloce di suo, non ce n’è, vivi meno e vivi peggio.

Quindi, avrei potuto benissimo farlo in una settimana, avrei potuto scaglionare pulizia, impacchettamento e trasporto, avrei potuto riflettere un po’ di più sulla disposizione (in soffitta è nato un dorso montano), ma l’ho fatto tra ieri e oggi, dimostrando assurdamente che non c’è quasi mai la fretta di doverlo fare prima possibile. Chissà quando si riusciranno a finire i lavori in modo da poter riportare tutta la roba di sotto, avrei potuto farlo anche domani, il trasloco, ma domani (un po’) lavoro.

E nelle pause ho anche finito di leggere gli arretrati dei feed, ho installato chrome e mi sono definitivamente spostato su questo strumento (visto che l’ultimo aggiornamento di firefox me lo fa chiudere a ogni apertura di wordpress), ho installato tutte le estensioni che ho trovato utili e interessanti (ho più della metà della barra superiore coperta di icone) e ho anche avuto il tempo di fare un bagno caldo.

E ho guardato una serie di video su TED (grazie Monty!) in cui si discute di genetica, longevità e altre amenità correlate. Questo, il primo che ho visto, mi ha intrigato, perché ha tanti spunti.

Ed è da quando l’ho visto, che mi chiedo se la mia attività fisica possa bastare (no), se la mia comunità di persone sia sufficientemente unita e altruista (no, io per primo non faccio abbastanza), se mi premuri di non eccedere con il cibo (no) e se io abbia un ikigai (no … non più … o non ancora).

E dunque sì, son soddisfatto di quel che ho appena fatto e me lo devo far bastare, non sono ancora soddisfatto di come sono e cosa faccio nella vita, ma devo imparare a mutare questa cosa in sprone e non in cruccio.

Tu ci riesci?!

Annunci

2 Comments

  1. no, riesco giusto a farmi una colpa che definirei “a bassa intensità” per le cose che rimando, cose che coinvolgono altri (risposte a mail, collaborazioni) o son progetti miei che richiedono lontananza o uso alternativo della tastiera (scrittura manuale, un font su cui son fermo da mesi); tutte cose cui faccio passar davanti altre più interessanti, l’ultimo spunto, e… scrivo solo questo post… sempre chiedendomi se quella cosa nuova è davvero più interessante o la sto solo usando come scusa per non far quella più faticosa

    non se ne esce: ci si abitua, ci si sopporta (è una sorta di sprone, se ti perdoni; resta un cruccio se te ne fai una colpa)

    • savohead
    • Posted gennaio 10, 2010 at 17:13
    • Permalink

    già …
    grazie mille …
    penso che un po’ della colpa vada anche a quella forma mentis che, senza volerlo, si sviluppa nella corsa. La “società” è un po’ il capro espiatorio, ma non ha la totalità della colpa, un (bellissimo) po’ ce l’ha la mia indolenza …


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: