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Non ricordo d’averlo scritto nei progetti di qualche post fa, ma c’è un’idea che mi porto dietro da tempo immemore (almeno 5 anni, se non di più):
– un portale sociale all’interno del quale CHIUNQUE possa cercare CHIUNQUE

E tu ti dirai: c’è Facebook, che bella scoperta!
Lo so, purtroppo, che esiste Facebook, ma la mia idea ha una base diversa, non troppo innovativa, certo, ma pur sempre utile e sincera:
– in questo portale, gli iscritti hanno lo scopo precipuo di ritrovare qualcuno che NON conoscono.

Per questa patologia bisogna risalire a tanti fattori essenziali della mia esistenza :).

Prova a pensare a quanto bene ti faccia innamorarti. Ecco, moltiplicalo per la sorpresa di riuscire a vedere qualcosa nella nebbia. Ecco, moltiplicalo per la rara bellezza di un incrocio di sguardi.

Ecco, questa è la forza che mi smuove, ogni volta che riesco a vedere, nella mia miopia cheratoconica, e ogni volta che mi innamoro di una passante. E qui ci starebbe tutto il discorso di quanto ampia sia la parola “innamorarsi”, quanto infinita sia la parola “amore” e tutto quanto, ma non è il momento. Qui si parla di quello che tanti chiamano colpo di fulmine e a me piace pensare sian “solo” respiri.

In fondo il corpo respira aria, il cuoreanimacervello respira emozioni.

E io mi sono innamorato di mille teste girate dall’altra parte, di milioni di polsi fini o forti, di gambe veloci e silenziose, di visi incredibili e di occhi profondi. Che poi quel che NON trovavo, mi fermasse dal far pazzie, è un’altra storia, ma c’è sempre stato quel lato narrativo, nella mia mente bacata, che mi portava spesso a pensar: “e se …”?!

E quindi passavo notti a pensare che forse sì, avrei dovuto scendere dal treno; avrei dovuto scrivere quelle parole sul libro lasciato incustodito dalla compagna di viaggio; avrei dovuto salutare un po’ meglio quella portatrice di cane che ho aiutato con la spesa.

I saw you there è l’idea che ho avuto applicando questi “e se …” alla rete. Tu ti ci iscrivi e scrivi che oggi avresti proprio voluto conoscere meglio quella persona che t’ha colpito, lì, proprio lì, a quell’ora. E metti caso che quella persona non ha pensato altro che “ora torno a casa e provo a scrivere su ISYT”, perché l’hai colpita uguale. Che succede?! Magari niente, ma magari anche solo un ciao. E quanto sarebbe bello regalarti la possibilità di sentirti un “ciao” insperato?!

Che poi io creda al caso e che un qualcosa di così “spaccone” non lo userei mai, è un altro discorso, ma io ci vedo il lato dolce, nelle cose. E mi piace così.

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