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Monthly Archives: agosto 2010

Ognuno reagisce come viene, in situazioni “speciali”. Io tendo a razionalizzare e osservare, così noto differenze e colgo piacevoli lati veri di chi, spesso, si maschera. Nel salutare un amico, ho scoperto un sacco di cose (su di lui e su altri), che me l’hanno reso ancora migliore, nei ricordi e in ciò che mi ha lasciato.

In più momenti, ho sentito dire due cose:

– pensa … all’inizio mi stava sul cazzo … poi …
questa penso sia l’ammissione di ammirazione più grande che potessero dire le persone che lo conoscevano; è la semplice narrazione di un abbandono verso l’altro, verso qualcuno che si dimostra migliore … all’inizio ti trovi di fronte una persona vera, sincera, diretta e non puoi che pensare “come si permette?!”, mentre in realtà stai pensando “come ci riesce?!”, poi pian piano la conosci meglio e ti accorgi che è uno dei legami più forti che ci si possa aspettare, quello… quello sincero, vero e diretto.

– M. non ha ancora realizzato …
e invece M. ha realizzato benissimo, ha il suo modo di reagire, ha le sue idee, aveva un amico che gli mancherà … ma M. è così e fa come gli viene, sparando stronzate e riempiendo silenzi … l’ha fatto finché Gilbe era in vita, perché dovrebbe smettere?! Rispetto?! Forse è più rispettoso ricordarlo, piuttosto che piangerlo solamente … non lo so, sapessi queste cose, saprei anche come affrontarle … e invece mi gratto la testa e piango guardando gli occhi lucidi e scuri tra le ciglia, le orecchie di un colore disumano e il silenzio … lo si vede, il silenzio, in quelle situazioni.

E so benissimo che è egoistico piangere perché qualcuno non può più essere tuo, ma un po’ delle lacrime, le ho versate perché avrebbe potuto essere ancora di più, per ancora più persone. E l’ho fatto, alla fine, quando una donna infinitamente forte, ha letto le parole di suo figlio:
“Mia madre non guardava mai Guerre Stellari, diceva: “in questo genere i film son tutti uguali”, mi immaginava avvocato, di quelli seri, io che sognavo di essere un cavaliere Jedi” – e in chiesa è partita la marcia imperiale …

Il padre ha voluto salutarci ancora, quando hanno portato le ceneri nel paese natale.

L’appartamento di Gilbe è stato svuotato appena possibile, i suoi amori (umani e canini) sono in montagna, ora, per cercare di staccare un po’ la testa, il corpo e il respiro, da questo agosto freddo.

E chi ha dato i testi delle sue canzoni alla madre?! Chi ha organizzato il saluto con suo padre?! Di chi è la casa in cui respirano gli amori?!

Sarà anche strano il suo modo di reagire, ma sono onorato di avere un amico come M.

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Ce l’hai fatta, a tutti.

Sorprendente, come sempre sapevi essere.

A presto comandante supremo, che la forza sia con te. Ce l’hai fatta ad esser quel che avresti voluto . . . . . .

Ormai questo posto sta diventando un diario delle mie avventure in auto, ma è che tutto il resto sta convogliandosi in un piccolo progetto, quindi ciò che avanza è tutto qui.

Agosto è iniziato ieri, per chi lavora. Solitamente il traffico cala alla chiusura delle scuole e al primo giorno di agosto. Quest’anno non è accaduto: né per il primo gradino, né per il secondo. O meglio, non tanto quanto gli anni passati, o quanto ci si aspettasse.

Immagino sia la crisi. Da una parte lo spero, visto che si fatica ad arrivare alla fine del mese e tutti si lamentano, mi suonerebbe strano che, dopo il gran parlare di cassa integrazione e chiusure, poi tutti si possano permettere le vacanze.

Una cosa che si dice sempre, ma che ha confermato lo Spiegel, è che noi italiani siamo così abituati alla crisi, che non l’abbiamo sentita poi così tanto, come gli altri paesi … di solito ci si ride su. Continuiamo a riderne, che è sempre meglio.

C’è un pensiero, però, che m’è sorto. Una contraddizione che non riesco a dirimere e che, forse, non voglio dirimere.

A me che speravo di poter partire più tardi, la mattina presto, per andare al lavoro in meno tempo, quest’estate, mi rode di più:
– che il traffico sia sempre uguale
o
– che se tutti fossero in vacanza, sarei l’unico pirla a lavorare, mentre tutti si abbronzano
?!

Penso che le due alternative si equivalgano, ma, come sempre, preferisco il mu. Una terza via è sempre possibile, in ogni cosa. E anche in questo caso, tra lo stare in coda o esser l’unico stacanovista in circolazione, il problema non si pone, visto che a passo d’uomo o alla velocità della luce, nel mio stereo c’è Richard Cheese.