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Monthly Archives: ottobre 2010

Sotto al titolo non si legge più, magari un giorno, con un altro CSS tornerà a ribadirsi che “sono certo che ogni affermazione umana sia discutibile, ma non ci giurerei”. Partendo da questo presupposto, mi sono incastrato in una catena di pensieri semplici … al mio solito.

Siamo tutti d’accordo che i processi alle intenzioni siano un ipocrita errore fondamentale. La guerra preventiva è una barzelletta tanto grottesca quanto il suo motivo: “portare la pace”. Ma io mi perdo in questioni più semplici (anche se non penso siano troppo più complicate le ragioni di una guerra), tipo le bocce.

Eravamo lì a consumar la pausa pranzo, in mezzo al parco, circondati da vecchini che si scannavano in partite continue:
– Eh, ma ‘cudiu, lì devi bocciare … mica avvicinarti
– Mavaaa, cristu, se ta set mia bon, va a caaa
e via di intercalari coloriti in semplici battibecchi. Ma matematico come la presenza del “miabòn” (quell’essere sempre a margine di un lavoro o uno sport, onnisciente e più capace), scatta il vero e proprio diverbio:
– Va che non puoi fare come vuoi, non puoi aver sempre ragione tu!!
– Sì, ho ragione, l’ha fatto lui, perché non posso farlo io?!
– Non è la stessa cosa!! Lui l’ha fatto così!!
… fino alle urla …
– ALÒRA CHIUDO IL CAMPO E VAFFANCULO (quando ci si irrita, da noi si scandisce in italiano, l’offesa … che ha più tono)
– HO DETTO CHE NON VALE …………. PORCO °Ç§@#”

Tutta la gente ha trattenuto il respiro per mezzo secondo, poi qualcuno ha sbuffato forte un: “oooooooh, ti sembra il caso di bestemmiare?!?!”

Io questa cosa delle bestemmie, non l’ho mai capita, in tanti sensi. Ok, per rispetto nelle credenze altrui, posso anche trattenermi dall’esternare il mio disappunto con una delle formule che più riempiono la bocca (perché ammetterai che dire: “porco amaladainafaibel” non è altrettanto liberatorio), ma c’è anche un qualcosa di illogico, che non riesco a realizzare. Tu non stai giudicando il mio dire la parola, stai andando oltre. Al campo di bocce, l’epifania.

È semplicemente un processo alle intenzioni.

Intendo: se tu non puoi pronunciare il nome di dio invano, non puoi farlo e basta, è una delle regole del gioco, non è che se ne hai scritte 10, puoi decidere anche quali vadano seguite alla lettera e quali interpretate (lo stesso gioco che si fa con la bibbia, una sorta di “la palla e mia e si gioca come dico io”). Con l’allegro chirurgo, se la tibia tocca il sensore, il naso suona, non è che l’ulna abbia deroghe.

E non sto parlando solo dei fatti recenti, perché se anche un esponente tra i censori, dice che le bestemmie vanno contestualizzate, allora stiamo freschi … parlo anche di mille aspetti delle incomprensioni. Uno tra tutti: la gelosia.

Le persone son belle e differenti, al mondo, si sa. Ci son quelle che si trovan perfette (ieri ho visto dei confetti per il 75° di matrimonio tra due brillanti ottuagenari), quelle che si odiano, quelle che si sopportano e quelle che stanno anche meglio se un po’ si odiano e un po’ si amano. Ovviamente le categorie son più di queste, ma era per semplificare.

Tutti abbiamo gli occhi, tutti ci consideriamo molto più meritevoli di quanto in realtà ci sia dovuto, tutti siamo attratti da quel che ci piace. Perché andar contro natura?! Intendo. Tu c’hai gli occhi a spillo, che infili a mò di bandierina sulla mappa del culo di quel figaccione, ti giri verso le tue amiche e convenite ridendo del pensiero comune; io calcolo la perfetta curvatura di altrettanta bellezza in una scollatura, piegando la testa di lato e mi sento, stranamente, bruciare la guancia.

Ora, non è che se tu in quel pizzicottare mentalmente la soda natica non c’hai visto un futuro matrimonio, io, invece, c’ho ipotecato il loculo comune per l’eternità; e non è nemmeno lapalissiano che se non ti spiacerebbe provare a viverti quel belloccio per un po’, a me andrebbe di condividere i beni con quella modella, magari la sua massima aspirazione è imparare una buona volta che quelle dannate maniglie, servono per aprire le porte.

Insomma, si parte dalle bocce (spesso in tutti i sensi) e si finisce a voler esportare la democrazia. In scala, gli imputati son sempre le intenzioni, solo che i capillari che mi rompi con uno schiaffo, magari non raggiungono queste cifre.

 

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… lei mente, sapendo di mentine!!”