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Monthly Archives: gennaio 2011

È che son due le canzoni che mi girano in testa, da un po’..

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Ognuno di noi sa quando è stronzo oppure no. Ci sono quelli che nascono con uno standard alto e, magari, devi far loro capire che il loro essere stronzi è un po’ troppo, per una convivenza civile; altri, invece, si sentono stronzi anche a respirare, per questo esistono gli psichiatri.

C’è però una cosa che la religione (soprattutto quelle abramitiche) ha distorto alquanto (ok, non solo una, ma concentriamoci su questa, oggi): il perdono.

Ok, perdonare è nobile, ti senti un gran figo a poterti permettere di perdonare qualcuno, ti dici: “ahah… beccati questo, nonostante tu mi abbia tirato un brutto scherzo, io non me la prendo, anzi, te la faccio passar liscia”. Ma, nonostante le declinazioni di “non fare al prossimo tuo ciò che non vorresti fosse fatto a te”, questa “mossa” del perdono, passa un po’ sempre come “divinizzante”. Intendo, tu che perdoni, ti avvicini a dio, facendolo. Sei un po’ più dio, se lo fai.

Quel che la gente capisce, però, è che se perdona una volta, la volta seguente ha il permesso speciale di dio per essere stronza.

In realtà il perdono dovrebbe essere una cosa normale (ok, ok, non cominciare con gli omicidi, adesso spiego il perché). Insomma, l’umanità ha imparato a capire (anche solo a parole) che gli esseri umani sono tutti uguali; ciò significa che hanno lo stesso valore. In un universo così vasto e articolato, l’esistenza di un singolo essere umano, vale quanto un full d’assi a pallanuoto. Nella macchina complessa che è la vita su questo pianeta, però, il valore di ogni singolo essere, è variabile e calcolabile.

Gli individui contemplati nel gioco del perdono sono generalmente due: il perdonante e il perdonato. In base a quanto stronzo sia uno dei due, il valore del perdono aumenta o diminuisce. Perciò avremo:
1) perdonante non stronzo Vs. perdonato non stronzo
2) perdonante non stronzo Vs. perdonato stronzo
3) perdonante stronzo Vs. perdonato non stronzo
4) perdonante stronzo Vs. perdonato stronzo

Caso 1: il valore di entrambe le persone in gioco è alto, chi perdona sa che chi andrà perdonato non tenderà a ripetere l’errore, non è quindi un enorme sforzo non curarsi di ciò, ma guardare e passare;
Caso 2: il valore del perdonante è maggiore di quello del perdonato, senza finire per essere coglioni, non sarà difficile dare il giusto peso all’affronto di uno stronzo;
Caso 3: chi vorrebbe sfruttare a proprio vantaggio la moneta del perdono contro chi non fosse uso alla pratica di “offendere” o “far del male”, non dovrebbe avere vita facile, se nella realtà valesse il caso 2;
Caso 4: chissenefrega, son stronzi.

Il problema è che la realtà fatica ad andare come dovrebbe e quindi funziona quasi sempre tutto al contrario; quindi io mi sento stronzo a respirare, ma mi sembra normale, naturale e dovuto perdonare qualsiasi cosa a chiunque. Il fatto è che scopro il valore del perdono, quando davvero mi interessa far capire che non ho nulla da perdonare alle persone alle quali tengo.

C’è poi tutto il discorso sulla gravità dell’atto da perdonare, ma mi ci vorrebbe una casistica infinita e già non è arrivato qui un decimo di chi è sopravvissuto al titolo.

Ps. e questo era anche un po’ per dire che, alla fine, ho aperto quel posto che da oggi in poi ruberà questo nome. Per questo posto, me ne verrà un altro … con calma.