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Forse è che si è pigri e non si ha più voglia di “provare” o anche solo vedere oltre il 2. Sembra quasi che tutto si limiti a 2. O così, o l’opposto; se non la pensi come me, sei contro di me; se non sei come me, sei sbagliato.

Sarò il solito buonista, ma forse è solo che ne ho pieni i coglioni di questa mania ungulata di pensare di essere chissà quali personalità, uniche, indispensabili e insostituibili. Si cammina dalla culla alla tomba, pensando di valere di più, quanto meno si “conceda”, pensando di essere migliori, quanto più si “appaia”. Poco importa che ogni movimento causi vittime, poco importa che ogni scelta ne precluda di migliori, di peggiori o semplicemente di differenti.

Intendo, siamo qui, fra un po’ non ci saremo più, presto o tardi concimeremo i fiori che i nostri nipoti regaleranno alle vostre nipoti (o ai vostri nipoti, speriamo più liberamente che ora), chi cazzo ce lo fa fare di vivercela male?! E con questo non dico ANARCHIA!! Con questo non dico “vai come un treno”. Dico che tu non hai mica un gran senso qui dentro, io ne ho forse meno di te, ma perché diavolo dovrei rompere, rovinare, graffiare o riempire di rumore un attimo che mi è concesso?! Perché dovrei farlo a qualcun altro?! E lo dico consapevole che ogni persona sia unica, indispensabile e “ingombrante”.

Il limite è quella semplice retta (ché lei è semplice, è seguirla che è un’impresa) che unisce pena di morte e matrimoni gay (è un esempio, le due cose stanno a rappresentare concetti più ampi (lo puntualizzo per non cadere nel gioco della bibbia, da interpretare quando serve e da prender letterale a piacimento)). Intendo, tu hai diritto di farti i casini che vuoi, nel tuo praticello, puoi prendere la vita in giù e ascoltare solo i Dinosaur Jr., spararti quando non ce la fai più (sappi che poi quello che non soffre più, sei solo tu); puoi prenderla senza pensieri, ma proprio senza, con le sue belle conseguenze. Puoi prenderla come vuoi, esser libero di avere quello che deve avere il diritto di avere chiunque altro (e questo è l’estremo “matrimoni gay”). L’altro vertice è che non puoi imporre nulla che vada oltre i diritti umani riconosciuti da una società che voglia prosperare, proseguire, progredire e imparare.

E non è con le sfide, che si affrontano i problemi; non è con preconcetti o religioni, che si guardano le realtà; non è con pretese, che si propongon soluzioni.

E davvero, non lo dico solo perché vedo che le persone non sono più aperte (io sono una persona, lo ribadisco, perché pare sempre che uno parli additando gli altri dall’alto), ma anche perché mi son rotto le palle di dover lottare contro ostacoli autoimposti e non ne posso più di questo viver “per me”.

Io non ho mai provato l’eroina, ma quella, come la nutella, fa male, quindi l’unica cosa che ho provato e che so che PUÒ far star bene chiunque la condivida, la provi, la doni e la viva è quel cazzarola di amore che i cantanti neomelodici pensano di poter stuprare per soldi. E quindi, anche se seguire i principi ad oltranza è da eroi, da pazzi o da idioti (e io eroe non sono), io quel che viene voglio imparare a viverlo in amore… insomma, per te (chiunque tu sia o voglia essere (e puoi essere anche più di 2)).

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