Skip navigation

Stamattina ho approfittato del calo di lavoro, per prendermi mezza giornata e fare quel che non riesco mai a fare nei week-end, piccole commissioni e spesa, niente di che. “Ma c’è stato il week-end lungo, non potevi prima?!”. Diciamo che ho avuto dei piccoli problemi a mantenere all’interno del mio corpo i liquidi, in questi giorni. Facciamo che tra sabato e domenica il mio PIL ha preso ogni via possibile per l’estero… ecco.

Dunque capita io abbia bisogno di verdura. Quindi vado in un piccolo ortofrutta qui vicino. Mi metto a prender pomodori, mi metto a osservare patate e mi appropinquo al frigo, in fondo, vicino al magazzino aperto. Sento voci che si lanciano invettive amicali su mancanze e problemi, sento un accento straniero che commenta molto fine e puntuale. Poi mi sposto di qualche passo e appare una figura che chiama la commessa.

Non appena mi volto a guardare, l’accento straniero di prima, in un ragazzo alto e magro e ben tenuto, mi rivolge un: “buongiorno” educato. Ricambio.

Poi la commessa va in magazzino (eravamo due clienti, io e una vecchina, la mattina del martedì, se lo poteva permettere), torna e con lei il ragazzone: “hai i tuoi guantci?!” “Sì” risponde lei, “Bene, allora mi mettci via questci per favore?!” e le piazza una cassetta di qualcosa ai piedi del frigo. Proprio di fianco a me che guardo i salumi e i formaggi.

Al momento non lo noto, il posto è piccolo, io mi sto passando con calma tutti i prodotti. Capita.

Poi mi sposto all’ultimo ramo, passo in rassegna altra frutta, altri sottaceti e succhi e mille cose che più naturali non si può. “Uh! Ecco cosa mi andrebbe!”, torno alla colonnina e mi prendo un ultimo sacchetto, con la mano carica di borsine e quella guantata inutilizzabile, passo cinque minuti a tentare di dividere un lato del sacchetto dall’altro. Finalmente ci riesco e mi metto a passare in rassegna gli oggetti del mio desiderio.

Non penso sia passato mezzo minuto.

Una presenza alla mia destra.

No, non è la vecchina.

No, non è la cassiera.

“Questcio” mi indica sicuro.

Io son lento e non ci arrivo subito, ma tocca con la mano nuda l’ortaggio.

“Non si preoccupi, le mie mani son pulitce”

Nicchio come a dire: “non mi son mai preoccupato di meno in vita mia”

“Sa come si capisce?!”

“No, in effetti…”

“Il finocchio è bello quando qui è bianco, vede?! Il cuore è pulitcio”

Io in quel posto ci torno, perché la merce è buona e il personale è gentile, ma spero non abbiano mai offerte sul culatello, che non voglio me lo tocchi a mani nude, seppur pulite.

Annunci

One Comment

  1. Bisogna riscoprire il significato della parola/immagine(?)

    Spero avrai modo di ricambiare la visita a tal proposito, su Vongole & Merluzzi!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/10/parola-di-nessuno/


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: