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Ovviamente sarà una mia turba psichica, ma non capita anche a te d’aver bisogno d’ordine? Non sono certo una persona ordinata, forse un po’ metodica, ma son più lento e iterativo, piuttosto che precisino. Ovviamente per la mamma si è disordinati anche quando si è autistici, come per gli amici viziati si risulta quadrati anche quando ci si dimentica di prenotare il pranzo del proprio matrimonio.

Ma io, nelle cose che amo, ho bisogno d’ordine. E forse l’ho bisogno per trattenerle più a lungo, per farle mie, per avere l’illusione di saperle o poterle gestire. In realtà è, appunto, un’illusione per il semplice fatto che, tranne quelle poche ossa, non si possiede poi molto altro, in questa vita. Forse ho bisogno d’ordine perché altrimenti non riesco a star dietro almeno a quelle, di cose della vita. E quindi se i miei CD non sono in ordine alfabetico, io, un po’, non ci dormo.

Ma visto che i solipsismi portan spesso a derive fuorvianti e visto che è un periodo che mi ballan le ginocchia e non so perché, è bastato che un amico speciale mi dicesse un “no…” sorriso, perché io non riuscissi più a tenere in braccio le quattro certezze, e finissi a cercare di tenermele vicine coi piedi o con la bocca.

“Io nella mia libreria avrò l’ordine alfabetico…” stavo dicendo, già bello tronfio e gongolante, pronto a dare la scoccata finale con quella mia intuizione pari a tutte le mie altre intuizioni: stupida. Ero lì che già masticavo: “ma non da sinistra a destra, ma all’incontrario: così le pagine, nelle saghe o nei fumetti o nei romanzi a puntate, saranno consecutive anche una volta  riposte; la quarta di copertina del precedente, bacerà la prima del successivo… come naturale” (no, no, bell’intuizione utile e geniale, unica e fondamentale… bravo). Comunque, ero lì bello carico per dir la mia cagata, che mi è bastato un “no… dai, in ordine alfabetico no…” e poi m’ha solo accennato che i libri hanno bisogno di fantasia e libertà. E visto che lui di libri se ne intende, io mica ho avuto il coraggio di dir la mia cazzata, pareva di essere uno in doppiopetto che allunga un euro a un barbone, davanti a Gandhi.

E allora m’è scattato un altro terremoto che non son riuscito a togliermi dalla testa: “sì, ma poi come li ritrovo?!”. Io ho bisogno di sapere che quel pensiero è lì, che in quelle pagine posso trovare quello che mi pareva c’azzeccasse con questa situazione. Metodo, disciplina, ordine… sì, ne ho bisogno!

Ma se non fosse l’ordine alfabetico per cognome dell’autore… che altro ordine potrebbe esserci?!

Mi s’è insinuato uno strisciante: “per data di pubblicazione”, che tra tutti (cromatismo, collana, grandezza e molto altro) m’è parso il più abbordabile dal mio precario stato di salute mentale. Perché no?! In fondo è un ordine, l’ordine fondamentale delle cose, a questo mondo. Se non ci fosse stato Socrate, Platone non ne avrebbe scritto (e la mia mente malata e maligna continua a credere che molto probabilmente Socrate è un po’ come Dio, una gran burla, ben architettata da un manipolo di simpaticoni… solo che a Socrate credo e debbo assai di più).

Ma sì, in fondo uno dei motivi per i quali mi piace accostare i libri, è che stando lì ad annoiarsi, prima o poi si parleranno. E se Evangelisti parla con Deaver, saltan fuori un sacco di morti; ma metti che presti qualche libro, ne leggi qualcuno e lo lasci in cucina o al cesso (per le evenienze, visto che gli ingredienti di tutti i prodotti li sai a memoria) e finisce che Proust parla con Kierkegaard?! Nella mia soffitta ci scappano concezioni della logica che rasentano il nichilismo pneumatico, l’entropia a mach 15. Lodge con Eggers, mi ride il cartongesso; Asimov e Gibson… si raggiunge la singolarità. Insomma, metterli vicini per anno, probabilmente non li aiuta in questo scambio di idee, si ritrovano sempre nel brodo in cui hanno vissuto, non segreghiamoli per l’eternità nel loro presente passato.

Non ho il coraggio di staccarmi dal mio ordine alfabetico contrario, forse per paura, forse per semplice pigrizia, forse per un bisogno intrinseco di possesso o per un testardo affermarmi. E un po’ spero anche che questo ordine, il giorno in cui lo riuscirò ad attuare (sono ancora in alto mare, con il popolare le mensole), mi porti un po’ di calma e priorità e forza, anche in tutto il resto.

Ho voglia e bisogno di gustarmi la parola precedente, sorprendermi di quella attuale e sognare la prossima con la speranza che sia lì ad accogliermi anche dopo la quarta di copertina. Basta continuare a scrivere, basta avere quella sfacciataggine che hanno gli scrittori, quella sicumera che li porta a credersi, abbastanza da persuadere anche gli altri a farlo. Ho bisogno di mettere, di nuovo, i miei piedi in parole sicure, fisse, “lì”… così che il cuoreanimacervello possa tuffarsi innamorato, in tutto il resto.

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