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Odio facebook. E già prima d’entrarci!

Odio facebook perché mi ha già rubato troppo tempo pensare di creare un account.

Odio facebook perché m’ha fatto odiare qualcosa, anche se il mio odio, poi, si diluisce facile.

Odio facebook perché lo vedo come il mio ennesimo cedere. Se ho un principio, mi piace pensare d’essere abbastanza forte da sostenerlo fino in fondo. Il mio principio, in questo caso, è: “odio facebook e non mi iscriverò mai”.

Perché?! Beh, diciamo per spocchia.

Sono un gran spocchioso, lo so, sono uno che prova tutto e poi seleziona, sono uno che non sa mai decidersi e rimanda, sono uno che mette il piede in mille scarpe e non sempre sa gestire il tutto. Sono uno che fa l’hipster senza voler essere chiamato hipster.

Perché diciamocelo, quando c’era l’internet che io dicevo “è una gran figata, è il futuro” e tutti al mio paese mi dicevano “sfigato che perdi tempo davanti al pc”, io me la pigliavo in saccoccia e mi dicevo: “prima o poi vedranno che potenza, sto coso!”. Quando poi il facebook è diventato moda e tutti son diventati esperti di internet e pc e se non sei su facebook non esisti e sei uno sfigatodimmerda, io me la son presa in saccoccia e mi son detto: “ok, prendiamo il lato positivo, la gente avrà accesso a più contenuti, si informerà”.

Ora, non so quanto la gente si informi e non si può dare colpa a un mezzo, ma nella mia piccola mente bacata, cedere all’iscriversi a facebook è un po’ una sconfitta.

E perché mai son “costretto” a farlo?!

Pur sapendo che “il passo” non è così enorme, mi vedo “costretto” a iscrivermi per mantenere i contatti e per raggruppare i contenuti più disparati tra tutte le attività che porto avanti (slam in primis).

So benissimo che il modo migliore per farlo sarebbe farlo senza clamore, ma, in fondo, è proprio così che lo sto per fare. Non farò clamore su facebook, mi iscriverò. Punto e basta.

Continuerò a tenere saltuarissimamente questo blog, per quando mi vien voglia di scrivere; continuerò ad appuntarmi frasi da libri e condividere le foto di instagram su tumblr; continuerò a essere adottabile; continuerò a essere reperibile via mail e telefono; continuerò a leggere gli rss e magari li condividerò anche su lì, d’ora in poi… magari… ma magari no. La mia unica legge rimane quella: il rispetto. E se questo significa “non disturbare”, continuerò a farlo. Questo è un principio che non voglio mai tradire.

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3 Comments

    • notned
    • Posted dicembre 17, 2013 at 10:53
    • Permalink

    scusa savo eh, io t’apprezzo, e lo sai
    ma:
    ” non si può dare colpa a un mezzo”
    non si può sentire… 😛

    i mezzi, la tecnologia non sono mica neutri

    sulla svolta social del web a partire da facebook
    consiglio l’ottimo:
    http://www.ippolita.net/epub/nellacquario-di-facebook-ippolita

    • savohead
    • Posted dicembre 17, 2013 at 10:56
    • Permalink

    mmh… discorso da approfondire, ma per ora rimango della mia opinione pragmatica e fisica: il mezzo non ha colpa, son le persone che lo creano o che lo utilizzano, che hanno secondi fini o scopi poco nobili. Il mezzo in sé, se poco consono, lo si può abbandonare o non utilizzare. Quando mi accorgerò che il mezzo mi apporterà più danni che guadagni, lo accantonerò.
    Ora vado a leggere l’articolo… al solito… gracias

    • notned
    • Posted dicembre 17, 2013 at 11:48
    • Permalink

    “son le persone che lo creano o che lo utilizzano, che hanno secondi fini o scopi poco nobili”

    fermati alle prime; e pensa che la tecnologia non è altro che una meccanizzazione di una tecnica, la quale si sviluppa direttamente in un sistema di rapporti di potere.
    due esempi:
    internet, un’insieme di protocolli che comunicano più o meno in maniera egualitaria, è tecnologia espressione del volere di scienziati e fricchettoni.
    facebook, un software che vincola l’espressione dei propri utenti in determinati canali, è tecnologia espressione di un ragazzino bianco americano con la fissa della scalata sociale.

    nel frattempo avrai scoperto che quello è un libro e non un articolo e mi starai maledicendo.
    ma lo consiglio lo stesso, è un’analisi molto più approfondita e dettagliata di quanto io possa fare in un commento o dal vivo 😉


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